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Masterchef Italia e Bastardchef di Crozza: lo stereotipo che diventa prototipo. Questa sera la finale.

MasterChef Italia è la versione italiana del talent show culinario MasterChef, che stasera vedrà il suo epilogo, con la sfida dei tre finalisti.

Tutti e 3 i finalisti, Andrea Maurizio e Tiziana, sono risultati più volte "i migliori" della puntata, dimostrando strategia, abilità, passione, determinazione e capacità di gestire lo stress, proprio come accade nella cucina di un vero ristorante.

I giudici sono i cuochi Bruno Barbieri e Carlo Cracco e il ristoratore Joe Bastianich. Il successo della prima edizione ha portato, oltre ad organizzarne una nuova, a trasmettere le prime due stagioni della versione USA di MasterChef (con Bastianich che doppia se stesso) su SkyUno HD, e perfino a creare parodie del programma all'interno de Gli Sgommati e Crozza nel paese delle meraviglie.

Il format esportato in 38 Paesi, funziona per una serie di motivi fra i quali il fatto che le varie pietanze che si
devono realizzare divengono segni.

Ogni piatto è infatti simbolo nazionale, regionale e locale e quindi elemento condiviso, segno di appartenenza e di identità sociale.

Altro elemento di successo del programma è la caratterizzazione dei concorrenti, che diventano protagonisti incarnando ruoli narrativi, archetipi, insomma, come il Viandante, il Mago, l'Innocente, il Martire, l'Orfano e il Guerriero.

Ulteriore aspetto vincente di ogni puntata è il modello attanziale al suo interno.

Ci sono i soggetti (concorrenti) che hanno un oggetto (vincere la sfida), aiutanti (i vari ingredienti e la loro maestria), opponenti (i giudici e le difficoltà connesse a ogni prova). Naturalmente abbiamo un destinante (SKY) e un destinatario (il pubblico a casa).

La parodia fatta da Crozza nel Paese delle Meraviglie, Bastard Chef  dovrebbe essere in teoria uno stereotipo di Masterchef , ma ha avuto un successo così grande da diventare un prototipo per le sue modalità originali di sbeffeggiare i tic e le strutture narrative del programma.

2 commenti:

Zio Scriba ha detto...

eheh... come sempre sono in controtendenza... e parlo anche dei programmi di cucina in generale... quando erano una novità mi appassionavano (ce n'erano di bellissimi sulla Svizzera Italiana)... adesso se solo intravvedo qualcuno che spentola cambio canale: cheppalle! ormai gli italioti non pensano ad altro, mandano pure in classifica i libercoli, di cucina!!!!

Per quanto riguarda poi questi format di massa non posso non notare come sky, nata come tv d'élite, stia ormai diventando una specie di retequattro anni 80... :-(

Ecco, un aspetto curioso da approfondire: per anni è stata la televisione commerciale e generalista a INFERIORIZZARE il pubblico. Adesso è la domanda del pubblico pre-inferiorizzato a INFERIORIZZARE la tv in generale.

Cinzia Ligas e Fausto Crepaldi ha detto...

commento acuto e intelligente.