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La traduzione del termine Zeitgeist è, letteralmente "spirito del tempo". Indica la tendenza culturale predominante in una determinata epoca.

Lo Zeitgeist della nostra attuale società, intrisa di scorrettezza, arroganza, maleducazione, slealtà, furbizie,fragilità e instabilità è paradossalmente la ricerca da parte delle persone comuni di impegno, solidità, onestà, correttezza, moralità e affidabilità.

La Target Satisfaction è un concetto derivato dalla customer satisfaction.

La differenza consiste nel fatto che la seconda misura la percezione della qualità dei servizi o dei prodotti dopo che essi sono stati acquistati dal consumatore, mentre la Target Satisfaction misura la percezione della qualità dei servizi o dei prodotti da parte dei consumatori quando essi stanno per diventare clienti, ma non lo sono ancora e quindi potrebbero anche decidere all'ultimo momento di non dare luogo alla conversione.

Cosa c'entra dunque lo Zeitgeist con la Target Satisfaction?

È evidente che esista uno stretto legame tra l'idea che un consumatore ha di una azienda e dei prodotti/servizi da essa forniti e il suo desiderio di entrarne in possesso.

Dato che la persona comune sente sempre più la necessità di ritrovare ed entrare in contatto con idee di positività, impegno, solidità, onestà e via discorrendo, diventa necessario alle aziende presentarsi ai consumatori sotto una veste diversa, più eticamente compatibile per essere più quotati agli occhi dei consumer, più affidabili e quindi potenziare il processo di conversione target/cliente.

Un esempio interessante e lo si ritrova nell'esperienza di Brunello Cucinelli, azienda leader per il cachemire di qualità made in Italy.

Come leggiamo nell'articolo di Via Sarfatti 25, il quotidiano della Bocconi 
(http://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=8412):

"L’imprenditore umbro ha messo al centro della gestione aziendale i dipendenti e, nella convinzione che la cultura sia centrale per la produzione di cose belle, ha restaurato il borgo medioevale in cui ha sede l’azienda dotandolo anche di un teatro. 


Brunello Cucinelli
Il concetto di ‘impresa umanistica’, come definita da Cucinelli, si esprime in un modello economico che prevede che un terzo del profitto sia destinato ai lavoratori (che ricevono stipendi superiori alla media di settore), un terzo al territorio e un terzo alla remunerazione dell’investimento dell’imprenditore. 


"Faccio un fabbrica, anzi un villaggio": il concept di Cucinelli  alla base del restauro del borgo di Solomeo
Il risultato di tale impostazione è stato un successo di mercato che ha visto l’azienda crescere anche durante gli anni della crisi. L’aumento reddituale è andato di pari passo con l’accrescimento della reputazione."

Esistono discipline in grado di coniugare i due termini?

Uno dei compiti del Semiomarketing è proprio quello di individuare segni, codici, simboli, forme, linguaggi che più efficacemente possano far percepire all'utente finale i valori e la positività di una azienda e grazie alla Target Satisfaction e all'analisi dello Zeitgesit migliorare reputazione e reddito di un'impresa.


C'è una novità nel mondo della comunicazione e del marketing che sta riscuotendo molto interesse.
Si tratta del Semiomarketing, una metodologia innovativa, nata da tecniche ampiamente sperimentate, basata sull'analisi, scomposizione e ricomposizione polisemantica dei testi verbali, visivi e morfologici (advertising, comunicazione interna, web) prodotti dall'ufficio marketing e comunicazione dell'azienda, tenendo conto del profilo e delle aspettative del consumer.

Il suo scopo è ottimizzare il processo comunicazione-vendita.

Sei un responsabile marketing e comunicazione e desideri approfondire l'argomento?

Visita il nuovo blog di Semiomarketing al seguente indirizzo:

http://semiomarketing.blogspot.com/

Segnala il link ai tuoi colleghi dell'ufficio marketing... è una scelta vantaggiosa per la tua azienda ;-)


Come realizzare un sito Web usabile ed efficace, ma nello stesso tempo accattivante e bello ma soprattutto marketing oriented, cioè in grado di aumentare il tasso di conversione da target a cliente?

La semiotica applicata al Web offre un potente strumento per utilizzare in modo efficace i codici visivi, grafici e testuali a tutti coloro che vogliono dare valore aggiunto ai loro siti.

Ars Europa, con molti anni di apprezzata e fortunata collaborazione con Istituto Marangoni, scuola di Fashion, arte e design e con IESEG, scuola di management, ha organizzato un micro training course intitolato “Net Semiology: comunicare in modo efficace su Internet“, al centro di Parigi, in Rue de Rivoli, vicino al Museo del Louvre, nei seguenti giorni:

  • Giovedì 5 maggio 2016 dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 13,50 alle 17,45
  • Venerdì 6 maggio 2016 dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 13,50 alle 16,45

Obiettivo della Net Semiology è quello di:

– indicare i segni di comunicazione più idonei, dal punto di vista testuale, di navigabilità, grafico, sonoro, di animazione e sistemico per realizzare un sito web ben organizzato, dai contenuti chiari e comprensibili;
– agevolare la navigabilità;
– evitare che il messaggio che l’emittente vuole veicolare venga frainteso dai naviganti.

Utilizzare codici visivi, grafici, testuali non corretti, non funzionali dal punto di vista comunicativo può generare una errata interpretazione del messaggio. Se l’emittente/azienda intende dare di sé e della propria organizzazione una immagine autorevole e sobria e – non conoscendo le giuste regole – comunica con colori, forme e lessico non adeguato, può provocare una distorsione del messaggio. L’internauta, navigando nel suo sito, non percepirà i valori che volevano essere comunicati, ma altri messaggi, magari antitetici.

È necessario definire che identità il sito debba assumere mediante l’utilizzo del concept più funzionale e della metafora comunicativa più azzeccata, quali siano le forme grafiche migliori da usare rispetto all'atmosfera si vuole pervada la home page, quale il linguaggio più consono in considerazione del target da raggiungere o quale il lettering più adatto.

Il corso di Net Semiology vuole offrire le giuste linee guide sia per la creazione di un nuovo sito, sia per il restyling di un sito già esistente che, pur essendo stato pubblicizzato, non è sufficientemente visitato. L’intento è quello di fornire gli strumenti e le conoscenze per far sì che un sito attragga i naviganti per la qualità dei contenuti offerti e per come essi sono comunicati, persuadendoli a ritornare e facendo sì che le pagine Web divengano, per sempre più naviganti, un punto di riferimento nel mondo internet.

Tutti gli iscritti riceveranno, dopo il corso, un attestato di partecipazione con la qualifica di “Net Semiology Specialist“.

Il corso è a numero chiuso ed è diviso in MODULO BASE e in MODULO AVANZATO, frequentabili indipendentemente.

Destinatari:
Web Project Leader, Web Designer, Web Master e Internet Manager che vogliono “fare la differenza” nella progettazione dei siti web.

Le richieste di iscrizioni devono essere presentate entro e non oltre il 30 aprile 2016 alla mail altaformazione@arseuropa.org

Il costo del modulo base è di € 200.
Il costo del modulo avanzato è di € 250.

Agli iscritti a entrambi i moduli (base + avanzato) verrà praticato lo sconto del 30%. Pagheranno quindi solo € 315 euro anziché € 450.

Il corso sarà erogato in italiano.

Programma

Modulo base – 5 maggio (€ 200).

Introduzione
– Net-semiology: oltre la usability, la comunicazione
– Ad ogni medium le sue regole
– Emittente, destinatario, messaggio: i pilastri della comunicazione
– La visione utentecentrica
– Case history
Un mondo di segni
– I segni della comunicazione
– Le modalità espressive di in sito Web
– I preliminari: dalla denominazione del sito alla definizione della sua identità
– Caratteristiche della home page
– Identità dell’Emittente
– Identità del Destinatario
– Lo stile comunicativo
– La relazione tra gli interlocutori
– Case history
Il testo e il contesto
– Come strutturare il livello testuale
– Quale linguaggio utilizzare: dal gergo al neologismo
– Quale stile comunicativo adottare
– La ridondanza
– La coesione
– la coerenza
– Usare le figure retoriche
– L’implicito e il non detto
– Le inferenze e le presupposizioni
– Come usare i tempi verbali
– La denotazione e la connotazione
– Un messaggio a più voci
– Case history


Modulo avanzato – 6 maggio (€ 250)

La grafica
– L’impatto generale
– La relazione tra immagini e testo
– La finalità delle immagini
– Titolazione e lettering
– Codici grafici, visivi e cromatici
– Applicazione di elementi di arte figurativa: da Mondrian a Kandinskij
– Case history
Animazione e sonoro
– La sceneggiatura per il Web
– Il regista sul Web
– Valenza comunicativa e artistica dell’animazione sul Web
– Quando come e perché usare l’animazione
– Musica del prodotto, del testo e del consumatore
– Le funzioni del codice sonoro: intrattenere, far ricordare, persuadere
– Case history
Navigabilità
– Costruire l’architettura dell’ipertesto
– Dalla schermata alla verticalizzazione della pagina Web
– Strumenti cognitivi di orientamento
– Velocità di caricamento delle pagine
– L’aggiornamento costante
– I link di navigazione
– Strutturazione del navigator
– Tipologia di collegamento
– Case history
La coerenza complessiva
Livello emotivo

Durante il corso saranno proposti ai partecipanti analisi di case history ed esercizi.

A tutti i partecipanti sarà offerto il testo di riferimento:


Le iscrizioni terminano il 30 aprile 2016.

Per informazioni inviare una mail a altaformazione@arseuropa.org con oggetto “NET SEMIOLOGY”.

Per iscriversi:
http://www.arseuropa.org/academy/it/prodotto/net-semiology-2016-a-parigi/


Carl Gustav Jung non compare nella lista dei convocati? In che ruolo gioca? È un nuovo allenatore o preparatore atletico di cui non si conosceva l'esistenza? O, come direbbero i detrattori, un nuovo arbitro compiacente?

Niente paura, non si tratta di un errore di formazione. Ci mancherebbe altro che far indossare al famoso psicoanalista una casacca da arbitro o farlo passare per un amante dell'arte pedatoria.

Carl Gustav Jung
Ma possiamo scoprire ugualmente come, in fin dei conti, possa descrivere il gioco del pallone più chiaramente di molti esperti del settore.

Nel calcio, come tutti sappiamo, esistono dei ruoli definiti con cui "classificare" un giocatore: può essere ad esempio un portiere, un difensore, un centrocampista o un attaccante.

Ma come ci ricorda Francesco De Gregori ne La leva calcistica del '68: "...non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore..." per proseguire con: "...un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia..."

Ed è proprio su questi "nuovi ruoli" accennati dal cantautore romano che vogliamo soffermarci. E per farlo ci tornano estremamente utili gli archetipi analizzati proprio da Jung.

In breve ricordiamo che gli archetipi consentono di tradurre in simbolo gli avvenimenti che l'umanità vive nello sviluppo della coscienza.

Ora anche la partita di calcio intesa come avvenimento, o ancor meglio come testo, può avere i suoi attori, i suoi personaggi, che nella trasposizione simbolica possono diventare automaticamente degli archetipi.

Soffermandoci sugli archetipi comuni che si rifanno a quello principale dell’Eroe (nel nostro caso sarebbe utile dire degli eroi del pallone) troviamo:

  1. l'Innocente
  2. l'Orfano
  3. il Viandante
  4. il Guerriero
  5. il Martire
  6. il Mago


Ricordiamoli e proviamo a definire i nuovi ruoli interpretati dai calciatori.

L'Innocente è nel pieno della propria realizzazione, non ha quindi alcuna meta ulteriore da raggiungere. Potrebbe tendere solo alla caduta e teme quindi la perdita di tale stato di benessere, la perdita del Paradiso.

Se dovessimo individuare questo ruolo nei giocatori della Juventus vincitrice del campionato 2016 ci vengono in mente immediatamente i fantasisti come Dybala, Pogba o gli attaccanti portati al dribbling come Morata. Sono nel pieno della loro realizzazione, temono soltanto che qualche difensore (opponente) si frapponga in maniera rude alle loro azioni e li faccia capitombolare a terra.

L'Opponente Paletta fa capitombolare l'Innocente Dybala
Oppure temono di non avere il look giusto per interpretare la parte. Hanno quindi bisogno sempre di una nuova acconciatura o del calzino che si abbini al meglio alla scarpa indossata.

Una delle infinite acconciature dell'Innocente Pogba
La famosa prova del calzino dell'Innocente Morata con tutta la panchina infuriata per la perdita di tempo
L'Orfano è invece alla ricerca continua della sicurezza, del bene perduto e mai più ritrovato. È naturalmente rivolto alla speranza e la sua maggiore paura è quella dell’abbandono.

È la condizione vissuta dai giocatori "precari" come Hernanes, Padoin o il secondo portiere Neto. Tutti afflitti da una sindrome di insicurezza che ne giustifica talvolta le esclusioni da parte dell'allenatore.

Il Martire è alla continua ricerca della bontà, di un mondo giusto, caritatevole. Per ottenerlo è disposto anche al sacrificio personale, ha notevole capacità di rinuncia. Teme solo l’egoismo degli altri, ma anche il proprio, in qualche attimo di debolezza spirituale.

Chi può incarnare al meglio questo ruolo archetipico se non il mediano?

Nella Juventus 2016 non ci sono dubbi in merito: il giocatore più portato al sacrificio per la causa è rappresentato da Marchisio. Il codice mimetico del suo volto è sempre improntato alla sofferenza.

Il Martire Marchisio
Il Viandante desidera per sé l’autonomia più di ogni altra cosa, la libertà è per lui l’aria che respira. Il compito che si pone nella vita è relativo alla formazione della sua identità e quindi all'affermazione delle sue idee. Teme la routine, l’obbedienza alle regole imposte da altri.

Ancora una volta i fantasisti sono i protagonisti di questo ruolo archetipico: Dybala, Pogba o Cuadrado. Per loro conta prima di tutto l'essere belli da vedere, l'essere notati per la padronanza del dribbling e l'eleganza del palleggio.

Il Viandante Cuadrado

Il Guerriero deve invece combattere, questo è il suo compito, e per farlo deve sempre trovare la forza e utilizzarla. Ricerca quindi il coraggio e non può che temere la debolezza.

I giocatori della difesa come Buffon, Bonucci, Barzagli, Chiellini, Lichsteiner ed Evra sono dei veri e propri guerrieri, alcuni dei quali sono stati in grado di spronare la squadra ad inizio campionato, quando le cose non giravano per il verso giusto. Ma anche gli attaccanti possono avere questa dote: un esempio per tutti è quello di Mandzukic.

Il Guerriero Buffon
Per concludere il Mago ricerca in sé e negli altri la completezza, l’accostamento degli opposti, la pienezza della conoscenza e della condivisione. Vuole ottenere per sé la gioia e per gli altri la fede. Teme e odia la  superficialità. È la figura archetipica più complessa e realizzata.

Ovviamente tale ruolo archetipico non può che spettare all'allenatore. Massimiliano Allegri è il vero alchimista della Juventus, in grado di trovare (quasi sempre) la formula del successo della squadra da lui allenata.

Il Mago Allegri
Questi nuovi ruoli, anche se non possono spiegare al meglio le dinamiche del gioco, riescono comunque ad evidenziare gli aspetti comunicativi alla base del grande successo del calcio. 

I calciatori, intesi come i veri e propri "nuovi eroi" del nostro tempo, non possono che diventare archetipi.

E così, alla lettura della formazione della Juventus 2016, si potrebbe iniziare con: "Gianluigi Buffon, portiere e Guerriero, per finire con "Massimiliano Allegri, allenatore e Mago".

Sono entrate di diritto nella storia dell'advertising italiano due campagne pubblicitarie uscite nel 2008.

Apparentemente non sembra esserci niente di strano nello svolgimento delle due vicende: gruppi di persone svolgono sorridenti le loro più disparate attività.

Ma con un particolare sorprendente: il loro volto è incorniciato da una aureola a forma di stella o è sovrastato da un cubo luminoso.

Questo significa un passaggio epocale. Con questi spot si giunge alla vera e propria sacralizzazione della marca che "santifica" e protegge chi entra in comunione con essa.

Dalla simbolica aureola santificante di Negroni a forma di stella, come brand impone (il titolo è "beati quelli che sanno ancora gustarsi la vita"), al cubo "pentecostale" che illumina le menti, quasi novello Paraclito, della Sorgenia.





Non c'è più religione, direbbe qualcuno.

Dal 29 aprile 2016 a Palazzo della Ragione sarà esposto al pubblico per la prima volta il San Lorenzo di Donatello, la bellissima terracotta solo recentemente attribuita al grande maestro fiorentino.

Vittorio Sgarbi a proposito di tale attribuzione scrive su Il Giornale: "Ma per avvertirne la potenza trattenuta è sufficiente osservare il disegno della bocca, che esprime pazienza e determinazione, un’energia che è calma, meditazione, preparazione, in difesa della fede per cui ha accettato il martirio. La forza di Lorenzo è interiore, è certezza della presenza di Dio. Il suo volto può essere accostato a quelli di San Ludovico da Tolosa, del Gattamelata, del Davide, per l’eroismo della testimonianza: un vero e proprio specchio di un’anima, documento di sensibilità religiosa, e di integrità spirituale. San Lorenzo è pronto al martirio, con serenità e certezza dei valori per i quali ha testimoniato".

Il San Lorenzo attribuito a Donatello
Il codice mimetico, inteso come capacità di imitare e di esprimere le proprie emozioni con il volto, rientra per definizione nella sfera della dimensione plastica, all'interno della pragmatica, vale a dire l'insieme delle relazioni che intercorrono tra i segni e i personaggi che li utilizzano.

Serve a definire e connotare un personaggio rappresentato, al pari degli altri codici che lo accompagnano: prossemico, cinesico, dell'abbigliamento e dell'architettura.

Il riferimento di Sgarbi al "disegno della bocca, all'energia calma e determinata del suo volto" come segni di attribuzione dell'opera non fa altro che confermare l'utilizzo del codice mimetico da parte di Donatello: il viso del santo diviene un vero e proprio specchio dell'anima, simbolo "della sua integrità spirituale".

E questo codice mimetico è caratteristico del grande artista fiorentino: basta una semplice comparazione del «San Lorenzo» con il «San Ludovico da Tolosa», con il «Gattamelata» e con il celebre «Davide» per scoprire le affinità evidenti.

Una vera e propria firma dell'opera.

San Ludovico di Tolosa

Gattamelata
David


Le presupposizioni sono conoscenze date per scontate nel destinatario, per semplificare la comunicazione e ridurre l'impiego di segni linguistici e paralinguistici.

Per esempio, in uno degli storici spot dei Tarallucci del Mulino Bianco (2008), la piccola protagonista esclama estasiata: "mmmh, buoni... sembrano fatti con le uova del nonno".



Naturalmente a tutti i destinatari è chiaro che si parla delle uova che producono le galline che il nonno ha in campagna (simbolo di genuinità e tradizione) e certamente non (come qualche goliarda ha illustrato con una salace vignetta) le uova direttamente prodotte dal nonno, come in questa simpatica vignetta.



È quindi chiaro che le presupposizioni, ottime per comunicare, diventano uno stratagemma, quando intese a rigore di termini, si vuole creare un testo umoristico...

L'importante è sapere quando e come usarle, per evitare che, accingendosi a inviare un messaggio ammantato di serietà non si rischi di creare, non volendo, una gag ridicola.

Il 23 aprile, come ci ricorda il "doodle" di Google, si celebra William Shakespeare, nato e morto il 23 aprile, rispettivamente del 1564 e del 1616 a Stratford-upon-Avon.

Il grande drammaturgo inglese è celebrato da Google con una serie di icone dei suoi personaggi più noti (Amleto, Giulio Cesare, Romeo e Giulietta, Re Lear) che sono poi, a loro volta simboli delle opere teatrali da lui composte.

In alcune opere troviamo anche altre figure retoriche, come la sineddoche, in Otello, in cui il fazzoletto di Desdemona rappresenta la sfortunata consorte del geloso Otello o in Amleto, che tiene il teschio di Yorick, sineddoche dell'intero giullare morto.

Per la cronaca, nell'immaginario popolare il celebre monologo di Amleto "essere o non essere" viene spesso confuso con quello in cui egli scopre il teschio di Yorick. Questa confusione ha dato origine alle varie rappresentazioni di Amleto che pronuncia «essere o non essere» mentre regge in mano un teschio.

Le opere sono presentate per accumulazione, sono a loro volta sineddoche di tutta la produzione artistica del Bardo e ognuna di esse è metafora di emozioni o avvenimenti della vita di ciascuno di noi.

Giulio Cesare è metafora del potere e del tradimento, Giulietta e Romeo dell'amore contrastato e sventurato, la Tempesta delle difficoltà, il Sogno della notte di mezza estate dell'immaginazione, l'amore e l'inganno, Amleto del lutto, il tradimento e l'intrigo di corte e così via.

Al centro del "doodle" appare l'icona stilizzata del celebre autore, a sua volta simbolo di Arte, Cultura e alta Letteratura.

È disponibile su www.arseuropa.org il manuale di comunicazione visiva "Art Semiology - l'immagine oltre l'arte (tra pubblicità e marketing)", di Fausto Crepaldi e Cinzia Ligas.

Il saggio in due volumi + appendici, è dedicato alla comunicazione visiva, per grafica tradizionale, video, pubblicità e arte, per imparare a realizzare artefatti comunicativi efficaci e persuasivi, tenendo conto dell'ausilio della semiotica e degli stratagemmi quali inferenze, messaggi subliminali, categorie topologiche, eidetiche e cromatiche, inquadrature, simboli e codici.

Redatto con un linguaggio semplice ed con esempi accessibili a tutti, ogni teoria viene illustrata, rendendo chiaro non solo il principio e la relativa descrizione, ma soprattutto la sua applicazione pratica per realizzare pubblicità efficaci, persuasive e coinvolgenti.

È un manuale pensato soprattutto per professionisti della comunicazione visiva, come grafici, art director, scenografi, pubblicitari, registi, web designer che ogni giorno, per lavoro, devono risolvere problemi comunicativi. E' un aiuto per ottenere il massimo risultato comunicativo con il minimo sforzo. Ciò non toglie che questo sia un manuale ideale anche per studenti di comunicazione, design e moda o per chi desidera saperne un po' di più di tutti i "trucchetti" che gli addetti ai lavori usano per persuadere il pubblico.

L'e-book in PDF, ePUB e MOBI di ART SEMIOLOGY è in vendita online, su:
www.arseuropa.org/edizioni.htm e costa 6 euro.

È composto da due volumi riccamente illustrati più le appendici con vari esempi di analisi su pubblicità stampa, opere d'arte e spot televisivi.

L'intero ricavato della vendita del manuale andrà interamente ad Ars Europa, ente culturale no profit che si occupa della promozione e divulgazione dell’arte, della storia e della tradizione europee.

Art Semiology l’immagine oltre l’arte (tra pubblicità e marketing)


e-book in PDF - 2 volumi + appendici -
euro 6

acquistabile su www.arseuropa.org/edizioni.htm

Prima edizione – giugno 2006ISBN 88-902223-3-6

Collana “Polisemantica”

Ars Europa Edizioni
Corso Venezia 44 – Milano
www.arseuropa.org

Si celebra ogni 23 aprile la "Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore". L'iniziativa patrocinata dall'UNESCO a partire dal 1996 ho lo scopo di promuovere la lettura, la pubblicazione di libri e la protezione della proprietà intellettuale attraverso il copyright.

Ha inoltre l'obiettivo di incoraggiare giovani e meno giovani a riscoprire il piacere della lettura e a sottolineare il contributo degli autori al progresso sociale e culturale.

Il 23 aprile non è una data scelta in modo casuale: è un omaggio a 3 fra i più grandi autori di tutti i tempi che si spensero proprio in quel giorno del 1616: William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Garcilaso de la Vega.

Il "doodle" di Google del 23 aprile 2016 ispirato a William Shakespeare 
La tradizione ha avuto la sua origine in Catalogna dove, il 23 aprile, festa di San Giorgio, viene offerta una rosa per ogni libro venduto.

Quindi non resta che dare e ricevere tante rose in cambio di splendidi momenti con  i nostri amici libri.