NEWS
Loading...

Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira, Fernando Pessoa e Marcello Mastroianni

Circa un anno fa, nella sua amata Lisbona, si è spento Antonio Tabucchi, uno dei più grandi autori contemporanei.  

Simbolo della cultura italiana in Portogallo e di quella portoghese in Italia, Tabucchi ha attraversato la storia della letteratura in maniera del tutto particolare, fondendo e arricchendo vicendevolmente la sua nazione d’origine con quella adottiva.

Le opere dello scrittore pisano hanno sempre viaggiato in similitudine con quelle di Fernando Pessoa, il poeta degli eteronimi.

L’eteronimia, fenomeno secondo cui due significanti etimologicamente diversi vengono associati a significati con caratteristiche comuni, assume in questo caso una diversa sfumatura: eteronimo è quello scrittore fittizio, ma non senza carattere, a cui si affida idealmente la stesura di un romanzo o di una
parte di esso; si distingue dallo pseudonimo perché, appunto, la sostituzione del reale autore non implica solo un nome diverso, quanto una diversa personalità.

Tabucchi potrebbe essere definito a pieno titolo un eteronimo di Pessoa, se non altro per la passione con cui ha sempre compenetrato e tradotto la sua opera.

Tra i suoi romanzi più famosi si ricorderà certamente “Sostiene Pereira”, anche grazie alla magistrale interpretazione che ne ha dato Marcello Mastroianni.

Il romanzo è ovviamente ambientato a Lisbona e narra la storia di un giornalista, letterato, studioso e traduttore (forse un ulteriore eteronimo di Tabucchi?) che si scontra, dapprima involontariamente, col sistema totalitario di Salazar.

La scrittura è interamente percorsa dall’anafora che dà il titolo al libro, forse per dare simbolicamente un tono quanto più obiettivo e giornalistico alla storia di Pereira che, invece, è caratterizzata da una fortissima emotività.

Marianeve Lentini

0 commenti: