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IL BISCIONE DI MILANO: L'ICONA CHE DIVENTA SIMBOLO



Tutto inizia con il biscione dei Visconti di Milano. Infatti l'iconografia che appare più comunemente, è quella di un rettile con un uomo fra le sue fauci, e si ritrova come stemma dei Visconti a partire dall'XI secolo.

Il biscione visconteo

Nei bestiari e nelle leggende greche ed europee, il biscione è in realtà un basilisco (dal Greco basileus, che significa "re") ed è una creatura mitologica.

Il basilisco nelle Serpentum et draconum historiae libri del 1640
Il nome stesso, da basileus, si rifà all'idea di potere, politico ed economico (e anche mediatico al giorno d'oggi).

Icona di Basileus
I simboli derivati da esso, come quello dell'Alfa Romeo, dell'Internazionale, di Canale 5, di Mediaset e di Banca Mediolanum, sono in effetti icone dello stemma/simbolo del biscione.

Il diagramma del biscione nello stemma Alfa Romeo

Come ricorderete, l'icona è un segno che somiglia a ciò a cui si riferisce. Siccome sono icone stilizzate, il loro nome esatto è in effetti diagrammi.


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Inoltre, sono icone solo di una parte dello stemma, cioè mostrano una parte per richiamare alla mente il tutto, l'intera immagine del Biscione. Sono quindi sineddoche, ovvero quella particolare figura retorica che viene utilizzata proprio a questo scopo, ovvero, paradigmaticamente, per evocare una idea mostrando un particolare (come dire: "faccio vedere la coda per evocare un gatto nella mente dei miei spettatori").

La sineddoche del biscione di Mediaset: una parte per il tutto

Avete notato l'evoluzione del simbolo della Banca Mediolanum?

La prima release del marchio della Banca Mediolanum
Nella prima edizione del marchio il simbolo del biscione evoca anche la sinistra della facciata del Duomo di Milano, estremamente stilizzato e la lettera M, iniziale di Milano (e di Mediolanum, nome della banca e antico nome del capoluogo lombardo).

Alla prima stesura ne è susseguita una seconda con il simbolo di esclusività stabilito dal cerchio di Ennio Doris, qui rappresentato come icona di se stesso.
Ennio Doris nella versione intermedia del marchio
La terza versione in ordine temporale prevede l'abbandono del simbolo del biscione in favore del cerchio, che da chiuso è diventato semiaperto: dal concetto di esclusività a quello di accoglienza (anche se parziale). Tale accoglienza viene ribadita dalla "m" minuscola e dalla "e" di mediolanum che in corrispondenza dell'apertura del cerchio diventa una congiunzione: "m" e...

La terza versione del marchio: il biscione è scomparso
Un caso lampante di sostituzione del simbolo pluri-fase: una strategia per non stravolgere, con un cambiamento improvviso, l'immagine sedimentata nel target di riferimento.

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