OGNI UOMO SEMPLICE


L'Omaggio dell'uomo semplice è la prima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto. Fu dipinta verosimilmente prima del 1305.

Nel dipinto compare un uomo semplice che stende il proprio mantello al passaggio di Francesco, per onorarlo.

Solo lui, ispirato da Dio, riconosce che al giovane, ancora non consapevole della sua futura missione, spetta questo onore.



Vi è un giovanissimo ed elegante Francesco che accetta l'omaggio con un breve gesto e quattro persone che reagiscono con un'evidente espressione d'incomprensione, espressa dai loro codici mimetici e gestuali.



I codici dell'abbigliamento ci inducono a pensare che i quattro siano ricchi notabili (attorizzazione) e che la scena si svolga nel Medioevo (temporizzazione)

Vi è un'antitesi fra l'uomo semplice, ispirato da Dio, e i quattro uomini dotti, che hanno occhi e non vedono, che evoca la preghiera di ringraziamento di Gesù che nel Vangelo di Matteo dice "Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli"

Vi è poi una similitudine tra questa scena e l'episodio evangelico dell'Ingresso a Gerusalemme di Gesù Cristo come narrato nel Vangelo di Luca.


Il giovane e stupito Francesco che comunque accetta il gesto di devozione, è riconoscibile dall'aureola dorata, simbolo della sua non ancora manifesta santità.

Da notare il panno steso ad asciugare, indice di una presenza umana, del fatto che quello è un luogo vero, vissuto, abitato da qualcuno.

La scena si svolge nella piazza, dove affacciano, il Tempio della Minerva, che si differenzia dall'originale per il numero delle colonne, cinque anziché sei, e per la presenza del timpano di un rosone sorretto da angeli,il Palazzo del Capitano del Popolo e la Torre civica: questa ultima è priva dell'ultimo piano, completato solo nel 1305.

Il cosiddetto tempio di Minerva, di arte augustea, sorge ad Assisi, in piazza del Comune, dedicato probabilmente ad Ercole ed eretto nel 30 a.C.. Fu trasformato in chiesa di Santa Maria sopra Minerva solo nel Cinquecento, duecento anni dopo l'affresco.


Nel XIII secolo fu adattato a sede del comune, che destinò il piano inferiore a sede carceraria, deputando quello superiore ad aula del consiglio cittadino.

I codici architettonici, oltre a volerci indicare chiaramente il luogo della scena (spazializzazione), cioè Assisi, insistono sul concetto che la rivelazione divina avviene dinanzi a un luogo legislativo cittadino, un luogo in cui si decretano le leggi umane.

Tale concetto è evidenziato dalla presenza di testimoni, che non comprendono cosa sta avvenendo ma che con la loro presenza lo documentano come realmente avvenuto, come vero.

Questo episodio appartiene alla serie della Legenda maior, una biografia di san Francesco d'Assisi scritta in latino da Bonaventura da Bagnoregio su commissione dell'Ordine dei Frati Minori e approvata dal capitolo generale di Pisa nel 1263. I fatti che narra l'autore non sono comunque del tutto originali ma derivano da una rielaborazione fatta sul materiale tratto dalle biografie di Tommaso da Celano

L'opera è per similitudine accostabile a un altro capolavoro, che si trova nella cappella maggiore della chiesa francescana di Montefalco fu costruita tra il 1336 e il 1340 e decorata da Benozzo Gozzoli tra il 1450 e il 1452.



Nel primo riquadro del ciclo di affreschi che raffigura i più importanti episodi della vita di san Francesco, Benozzo dipinge la prima scena che mostra tre eventi della vita di Francesco: a sinistra la Nascita, al centro la Profezia del pellegrino e sulla destra l’Omaggio dell’uomo semplice, in cui lungo la strada, compare il giovane Francesco accompagnato da un bambino e in primo piano un mendicante in ginocchio che gli porge il proprio mantello perché vi cammini sopra.

L'uomo semplice non è solo l'ignorante, l'incolto: è innanzitutto il puro di cuore. "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio" intendendo con questo anche i segni di Dio, le opere da Lui ispirate e le persone che consacrano la loro vita ai principi di santità, bontà, giustizia e aiuto a chi ha bisogno.

Come commenta Ratzinger: "L'organo con cui si può vedere Dio è il cuore: la sola ragione non basta".
OGNI UOMO SEMPLICE OGNI UOMO SEMPLICE Reviewed by Polisemantica on giovedì, ottobre 04, 2018 Rating: 5

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