I SIMBOLI DEL SOGNO DELLE ARMI DI GIOTTO


Quante volte un sogno può essere premonitore? Lo fu per Francesco Il Sogno delle armi, la terza delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, realizzata da Giotto tra il 1295 e il 1299.

La vicenda, tratta dalla Legenda maior di san Francesco e rappresenta l'episodio della sua vita in cui dopo essersi rimesso da una malattia e avendo donato il proprio mantello a un povero cavaliere, sognò un palazzo pieno d'armi, e udì una voce promettergli che tutto quello sarebbe stato suo.



Credendo che Dio gli chiedesse in sogno di combattere per lui, decise di mettersi in viaggio verso le Puglie per arruolarsi come Crociato e combattere in Terrasanta.

Giunto però a Spoleto, un nuovo sogno gli fece capire che non doveva servire il "servo" (l'uomo), bensì il "padrone" (Dio) e lo invitò a tornare ad Assisi per restare "in attesa della volontà divina".


Questo sogno provocò un cambiamento radicale nella vita di Francesco; fu cioè un sogno "memorabile". A sua volta, quel cambiamento individuale svolse, e svolge tuttora, un ruolo importante nella storia della civiltà.

Molata attenzione viene posta alle categorie cromatiche. Il mantello del Santo è giallo, per evocare la percezione di cambiamento, alludendo alla sua vita che stava per mutare completamente, in seguito a questo sogno.

Il cielo è blu, come altri elementi, anche se più chiari, per dare l'idea della calma, tranquillità del riposo di Francesco mentre sogna il suo futuro.

Il palazzo è simbolo di quello che sarà l'ordine francescano, fatto di gerarchie e regole, come un esercito, ma un esercito consacrato alla pace, all'amore, alla carità, alla misericordia.


Le armi sono simbolo del combattimento contro il male, in difesa del bene e delle persone.

La croce è icona del crocifisso, simbolo di Cristo e della Sua Buona Novella, che annuncia pace, salvezza e perdono.

Vi è una dicotomia nell'affresco, che crea una antitesi fra il baldacchino dove riposa Francesco e il Palazzo: sono rispettivamente simboli di concetti quali il presente e il futuro, la realtà e il sogno, la causa e l'effetto, il progetto e la realizzazione.

Interessante la similitudine formale tra il letto ove posa il corpo di Francesco e il portico nella terrazza al primo piano del palazzo, ove sono posate armature con la croce impressa e fra il baldacchino e il palazzo. Così come il baldacchino ospita per il riposo attuale Francesco, l'allegorico Palazzo ospiterà la sua azione futura.

scena di Isacco che respinge Esaù del Maestro di Isacco
Vi è anche una similitudine fra il baldacchino di Francesco e quello della scena di Isacco che respinge Esaù del Maestro di Isacco nel registro superiore della basilica.

Interessante notare che non appaiono armi di offesa come spade, lance o mazze, ma solo di difesa, come armature, scudi e vessilli con il segno di Cristo, a indicare che a Francesco veniva richiesta in sogno, allegoricamente, una ossimorica battaglia pacifica, uno scontro caritatevole, una difesa agguerrita dei principi, ma priva di violenza, aggressività.

Possibile colorazione originale dell'opera
Le aureole sono simboli di santità. Quella di Gesù è formata anche da raggi di luce che formano una croce, per renderlo immediatamente riconoscibile. I suoi codici gestuali sono una muta esortazione ad agire, con funzione conativa, e una indicazione di quello che sarà il futuro per Francesco, se egli lo accetterà, con una chiara funzione referenziale.

La natura allegorica dell'affresco svela anche l'uso della funzione metalinguistica da parte dell'autore.
I SIMBOLI DEL SOGNO DELLE ARMI DI GIOTTO I SIMBOLI DEL SOGNO DELLE ARMI DI GIOTTO Reviewed by Polisemantica on martedì, ottobre 23, 2018 Rating: 5

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