IL SAN SEBASTIANO DI BOTTICELLI E L'ANTITESI TRA L'ELEVAZIONE SPIRITUALE E LE BASSEZZE UMANE


Il Martirio di San Sebastiano, dipinto a tempera su tavola dal giovane Sandro Botticelli, datato al gennaio 1473, e conservato nella Gemäldegalerie di Berlino, mostra un’interessante antitesi tra la bassezza dei giochi di guerra degli uomini e l’elevazione morale del santo martirizzato.

San Sebastiano, dal corpo asciutto ed efebico, campeggia, come da tradizione iconografica, in figura intera, seminudo, legato a un palo, mentre alcune frecce lo martirizzano.

La prima innovazione della consueta rappresentazione avviene con l’utilizzo di un punto di vista molto particolare: l'orizzonte ribassato, connotato dal paesaggio sullo sfondo, fa giganteggiare la figura del santo, che appare maestosa ed isolata nel riquadro allungato della cornice.

Il Martirio di San Sebastiano di Sandro Botticelli.
Le basi di due rami recisi fanno da appoggio ai piedi del santo e sono prospetticamente proiettati verso lo spettatore, ad indicare un ipotetico punto di ingresso per l’osservazione progressiva della figura, dal basso verso l’alto.

Questo accorgimento non può fare altro che amplificare la ‘maestosità’ della figura rappresentata.

La forza espressiva di alcuni dettagli e la precisa resa anatomica del santo rendono statuaria la sua figura, oltre a testimoniare i notevoli progressi artistici del giovane pittore che stava arrivando a una veloce e completa maturazione.



Il tema sviluppato da Botticelli non si riduce così nella stereotipazione di un modello già affrontato nella storia dell'Arte, in quanto lo riesce ad aggiornare, confermando anche l’adesione ai principi della filosofia dell'Accademia neoplatonica, a cui doveva essersi accostato fin dai tempi della Fortezza, dipinta nel 1470.

Bisogna ricordare a tal proposito che nei circoli culturali vicini alla famiglia Medici, animati da Marsilio Ficino e Agnolo Poliziano, la realtà era vista come la combinazione di due grandi princìpi, il divino da una parte e la materia inerte dall'altra.

L'uomo si trovava così ad occupare nel mondo una posizione privilegiata in quanto, attraverso la ragione, poteva giungere alla contemplazione del divino, ma anche recedere ai livelli più bassi della sua condizione, se guidato solo dalla materialità dei propri istinti.

In questa opera dunque Botticelli, oltre ad esaltare la bellezza corporea, vuole sia distaccare la figura sospesa a mezz'aria del santo dalla mondanità, risaltandolo con quella luce ai margini che lo avvicina al cielo e alla trascendenza, sia evidenziare la malinconia che emerge dall'offesa che il mondo compie nel non comprendere questi ideali, trafiggendo realmente e simbolicamente san Sebastiano e l'ideale da lui rappresentato.

Così i piccoli uomini sullo sfondo, impegnati nei loro giochi di guerra, si allontano sempre di più dalla contemplazione del divino.

IL SAN SEBASTIANO DI BOTTICELLI E L'ANTITESI TRA L'ELEVAZIONE SPIRITUALE E LE BASSEZZE UMANE IL SAN SEBASTIANO DI BOTTICELLI E L'ANTITESI TRA L'ELEVAZIONE SPIRITUALE E LE BASSEZZE UMANE Reviewed by Polisemantica on sabato, aprile 14, 2018 Rating: 5

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