LE PROSOPOPEE NEI TAROCCHI


Il noto mazzo di carte dei tarocchi, generalmente composto da 78 carte, la cui origine risale alla metà del XV secolo nell'Italia settentrionale, rivela alcuni legami interessanti con la produzione artistica del periodo e i temi iconografici che in quel periodo venivano sviluppati nelle corti italiane.

Ad esempio i mazzi di tarocchi Visconti-Sforza, del XV secolo, sono di grande interesse sia storico, sia artistico, non solo per la bellezza delle illustrazioni realizzate con materiali preziosi e che, in alcuni casi, si ritiene ritraggano membri delle famiglie Visconti e Sforza, ma per il legame con il mondo artistico e filosofico che le dinastie riuscirono a realizzare e sviluppare.

I più noti artisti e pensatori del tempo si ritrovano quindi ad esprimere i loro concetti non solo attraverso i grandi cicli pittorici o i voluminosi trattati, ma riescono a trasferirli in oggetti appartenenti alla sfera del quotidiano.



Le varie figure che compaiono sulle carte dei tarocchi rivestono di volta in volta un ruolo iconico, simbolico, fino alla rappresentazione di figure retoriche molto articolate, come nel caso delle prosopopee, che già trovavano la loro applicazione nelle celebri rappresentazioni dell'epoca, da Botticelli a Mantegna.

Prendiamo come riferimento uno dei più noti "mazzi storici", quello realizzato da Bonifacio Bembo nel XV secolo e conservato nella biblioteca Pierpont-Morgan a New York, composto da 35 carte "superstiti".

Una delle figure più interessanti è indubbiamente la Ruota della Fortuna, dove la prosopopea (personificazione) della fortuna, avviene attraverso la raffigurazione di una donna alata e curva, al centro di una ruota, simbolo delle alterne fortune che contraddistinguono la vita.

La Ruota della Fortuna
Alla sommità c'è un uomo seduto con le orecchie d'asino, con uno scettro nella mano destra. A fianco altre figure maschili, una con le orecchie, l'altra, capovolta, con la coda. Sotto, un vecchio sorregge tutto l'impianto.

I cartigli che accompagnano ogni figura recitano, partendo dall'alto: REGNO, REGNABO, REGNAVI. L'uomo in fondo? SUM SINE REGNO.

La prosopopea del Tempo viene invece espressa con un classico uomo dai capelli grigi con una lunga barba che indossa un cappello e tiene una simbolica clessidra nella mano destra e un bastone nella sinistra.

Il Tempo
La Morte viene invece rappresentata con uno scheletro mentre, al posto della consueta falce, impugna un imponente arco, pronta a incoccare il dardo estremo.

La Morte
Altra interessante prosopopea è quella della Temperanza, dove una donna pone la massima attenzione e la dovuta concentrazione nello sforzarsi di miscelare perfettamente i due liquidi, posti nelle due brocche, consapevole dell'importanza del compito che sta portando a termine.

La Temperanza
Lo sviluppo delle figure retoriche nei tarocchi porta quindi ad un'elevazione del significato attribuito alle singole carte.

Da semplice gioco di presa, come la briscola ad esempio, le carte ci propongono un doppio senso di lettura, in un viaggio che parte, in un climax ascendente, dall'uomo e la sua condizione (materia), passando per le muse (astratto), le arti liberali (intelletto), le virtù e i principi cosmici (la morale e le grandi energie del cosmo), sino  ai pianeti le sfere celesti e la Prima Causa (rappresentanti le influenze astrali), sino al divino, l’origine del tutto ovvero il mondo spirituale.

La bellissima collezione Pierpont-Morgan proposta sul nostro canale YouTube.

LE PROSOPOPEE NEI TAROCCHI LE PROSOPOPEE NEI TAROCCHI Reviewed by Polisemantica on giovedì, settembre 20, 2018 Rating: 5

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