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UN MILIONE DI VISITATORI PER POLISEMANTICA


Tra un'inferenza e una presupposizione, un quadrato semiotico e un modello attanziale, Polisemantica ha raggiunto il prestigioso traguardo di un milione di visitatori.

La redazione, gli autori e i grafici vogliono festeggiare con voi questa ricorrenza presentando una bellissima retrospettiva di Misha Gordin, uno dei più importanti maestri contemporanei della fotografia.

Dopo anni di esperimenti e ricerca Gordin dà vita ad un’opera concettuale che non fa ricorso alla tecnica digitale, ma si avvale di un processo tradizionale di fotomontaggio tramite ingrandimenti di immagini stampate da diversi negativi. Per alcune delle sue composizioni vengono assemblati più di 100 diversi negativi: un vero e proprio processo di accumulazione analogica.


“Uso una tecnica multipla di fotomontaggi tramite ingrandimenti di immagini stampate da diversi negativi. Negli anni ho preferito questa tecnica e adesso posso fare quasi tutto quello che si ottiene con Photoshop. Ma le manipolazioni digitali hanno un grande vantaggio. Hanno un comando 'annulla'. Nel mio caso, alcuni errori nella fase di stampa sono decisivi e mi costringono a ripartire da capo".

La fotografia concettuale che ne scaturisce è pura poesia. Il fotografo si avvale delle immagini per costruire mondi che vivono di allegorie a volte esplicite e a volte misteriose dove l'uomo viene ritratto nella sua dimensione di confine e di solitudine.


Le sue opere in bianco e nero, di chiaro stampo surrealista, ricreano la fragilità della natura umana di fronte ad un mondo crudele e misterioso, dove solo la morte appare una certezza.

Le immagini di Gordin finiscono per liberare il nostro inconscio rivelandoci, in un affascinante gioco di antitesi, il nostro lato più oscuro in modo più chiaro.

Ecco la retrospettiva ospitata cortesemente da Ars Europa. Buona Visione!




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