NEWS
Loading...

LA METAFORA NELLE QUATTRO STAGIONI DI VIVALDI


Le Quattro Stagioni è il titolo con cui ricordiamo i primi quattro concerti solisti per violino dell'opera "Il cimento dell'armonia e dell'inventione" di Antonio Vivaldi, del 1725.

Ciascun concerto de "Le quattro stagioni" si divide in tre movimenti, dei quali due, il primo e il terzo, sono in tempo di Allegro o Presto, mentre quello intermedio è caratterizzato da un tempo di Adagio o Largo, secondo uno schema che Vivaldi ha adottato per la maggior parte dei suoi concerti.
Ogni concerto si riferisce a una delle quattro stagioni: la "Primavera", l'"Estate", l'"Autunno" e l'"Inverno".

Frontespizio de Il cimento dell'armonia e dell'inventione (Amsterdam, Le Cène, ca.1727)

Si tratta di un tipico esempio di musica a programma, cioè di composizioni a carattere prettamente descrittivo, basate su metafore. Ad esempio, l'"Inverno" è dipinto spesso a tinte scure e tetre, al contrario l'"Estate" evoca l'oppressione del caldo, oppure una tempesta nel suo ultimo movimento.

Walter Crane: The Masque of the Four Seasons
I quattro concerti grossi de Le quattro stagioni sono accompagnati da altrettanti sonetti descrittivi, scritti forse da un poeta anonimo o forse da Vivaldi stesso.

Di seguito, in onore dell'inizio della Primavera, proponiamo il relativo sonetto e un ascolto del concerto:

Allegro
Giunt' è la Primavera e festosetti
La Salutan gl' Augei con lieto canto,
E i fonti allo Spirar de' Zeffiretti
Con dolce mormorio Scorrono intanto:
Vengon' coprendo l'aer di nero amanto
E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti
Indi tacendo questi, gl' Augelletti
Tornan di nuovo al lor canoro incanto:

Largo
E quindi sul fiorito ameno prato
Al caro mormorio di fronde e piante
Dorme 'l Caprar col fido can' à lato.

Allegro
Di pastoral Zampogna al suon festante
Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato
Di primavera all'apparir brillante.


Altri esempi li potete trovare sul saggio Logosemiotica e Fonosemiotica raggiungibile al seguente link: