giovedì, aprile 04, 2013

Vergine madre: Dante Alighieri e il canto XXXIII del Paradiso

"Vergine madre figlia del tuo figlio".

Così inizia una delle terzine più belle della Divina Commedia di Dante Alighieri, quando San Bernardo innalza la sua preghiera alla Vergine Maria.

Siamo nel XXXIII canto del Paradiso.

Il canto trentatreesimo si svolge nell'Empireo, la sede di tutti i beati; l'orario e la data della vicenda immaginata da Dante in questo episodio è circa mezzanotte del 15 aprile 1300.

Si tratta dell'ultimo canto del Paradiso e quindi dell'intero poema, che si chiude, dopo una preghiera alla Vergine, con la visione di Dio, della Trinità e dell'Incarnazione.

Il verso che inizia il canto contiene in sé un ossimoro (vergine madre) e un paradosso (figlia del tuo figlio) che lo rendono poeticamente incommensurabile e comunicativamente avvincente.

Continua con un'antitesi "umile e alta più che creatura" con l'intento di comunicare che gli elementi della
divinità travalichino le possibilità di comprensione dell'intelletto umano.

San Bernardo di Chiaravalle, fu colui che più di ogni altro contribuì all'affermazione del culto di Maria Vergine esaltando la sua funzione mediatrice tra Dio e l'umanità, resa ancora più preziosa dall'esperienza della maternità.

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