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Tiziana Stefanelli, l'avvocato, vince a Masterchef, la vita e la tragedia greca

Tiziana, l'avvocato cattivo, ha vinto l'edizione italiana di MasterChef, il talent culinario che impazza da molte settimane in Tv.

"Dietro questo successo c'è una macchina produttiva eccezionale - ha sottolineato, prima della finale, Fabrizio Ievolella, direttore della programmazione di Magnolia, che produce il programma -.

E' una forma di racconto in forma molto complessa, e anche per questo non può essere in diretta, e la versione italiana è guardata con grande interesse all'estero al punto che un nostro sceneggiatore è stato chiesto per il Masterchef in Cina".

Ecco quindi l'ammissione di quanto già individuato nella nostra analisi precedente. Si tratta di una fiction, in pratica, in cui attori
dilettanti interpretano ruoli narrativi insieme ad attori professionisti.

Ci sono i cattivi, i buoni, gli sfortunati, i deboli, i lamentosi, gli irascibili, in una serie interminabile di icone tipi umani che ripropongono la metafora della vita di milioni di telespettatori.

Il pratica la cucina diviene metafora dell'ufficio, in cui ogni giorno (ma stavolta sul serio) c'è il capufficio irascibile, il direttore arrogante, il collega gentile e quello  infido, il merito spesso è puntellato dalla tracotanza, il demerito insultato a fini di sfogo personale o elevato a esempio in caso di personale tornaconto.

Insomma Masterchef è una allegoria dell'esistenza di tanti, che guardando il programma e immedesimandosi nei caratteri proposti, attuano una sorta di catarsi, proprio come accadeva nell'antica Grecia durante la rappresentazioni di tragedie e commedie.

Ecco il video con i piatti della finale e la proclamazione della vincitrice:


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