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Bersani: ''Brunetta si alza'' e la platea scoppia a ridere

Calembour, allusione, presupposizione e implicazione sono le quattro strutture narrative della "gag" improvvisata da Bersani ai danni dell'ex ministro Brunetta.


Il segretario del Pd lo ha infatti nominato a proposito della vendita di parte del patrimonio pubblico, con la frase: “Non come dice Brunetta che si alza e…”.

Ha dunque fatto una pausa strategica, ha sorriso, e usando codici mimetici e gestuali, ammiccando come un attore di cabaret consumato, con le mani ha indicato la platea che è scoppiata in una fragorosa risata.



Ha usato un calembour (si alza nel senso si mette in posizione eretta ma anche cresce di statura). Ha usato un’allusione relativa all’altezza di Brunetta, una presupposizione, dando per scontato che la platea sapesse che l’ex ministro è particolarmente basso e anche che il pubblico in sala cogliesse il calembour.

In tutto ciò vi era anche l’ovvia implicazione che visto che la platea ha riso del fatto che Brunetta si “alzava” (nel senso che cresceva di statura) essere basso, in questo Paese, è un fatto che merita derisione e riprovazione.

Per un partito che predica l’Italia Giusta, potrebbe sembrare un paradosso (e un’insolenza offensiva nei riguardi di coloro che hanno la “colpa” di non essere aitanti e alti almeno un metro e settanta).

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