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MONTI: IL TECNICO RIDONDANTE


Una delle modalità comunicative più care a Mario Monti è senza dubbio la ridondanza, ovvero la ripetizione di concetti noti (probabilmente al fine di renderli più chiari alle menti degli ascoltatori, anche se tanta insistenza rischia di far nascere il dubbio che si voglia operare una sorta di manipolazione cognitiva, della serie "gutta cavat lapidem", la goccia scava la pietra).

L'ex presidente del Consiglio, per esempio in un'intervista a Sky Tg 24 affermava:
"A Novembre 2011 c'era il rischio che la situazione diventasse tecnicamente catastrofica. Nuova manovra? Ora i conti sono in ordine, se non ci saranno fatti nuovi non servirà".

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O anche :"...quando noi siamo arrivati, lo spread rischiava di diventare tecnicamente catastrofico".

Oppure il 6 novembre 2012: "Credo che tecnicamente sia immaginabile; ma politicamente sarebbe di molto preferibile che quest’opera fosse compiuta dalle forze politiche".

Ricordiamo che in psicologia, secondo la teoria proposta da Watzlawick, in riferimento alla Pragmatica della comunicazione umana, la ridondanza sta anche a indicare la ripetizione di schemi comportamentali che osserviamo durante un'interazione.

Il noto comico Maurizio Crozza, di fronte a tanto tecnicismo, rispolvererebbe volentieri uno dei suoi più riusciti personaggi, il "Monti-robot".

Maurizio Crozza mentre interpreta il "Monti-robot"


1 commenti:

Anonimo ha detto...

Non è che, abituati a disprezzare la tecnica e il rigore del ragionamento scientifico a favore della "creatività" (leggi: improvvisazione) e delle belle parole "che nascono dal cuore" per toccare la nostra pancia,noi italiani ci lasciamo abbindolare dai bla,bla,bla e ci spaventiamo di fronte ai ragionamenti e agli inevitabili tecnicismi?