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Lilli Gruber, Otto e mezzo e i trucchi della scenografia

Otto e mezzo, il programma condotto da Lilli Gruber su La7, gioca fortemente a livello percettivo con i propri telespettatori, grazie alla scenografia e alle inquadrature.

Il suo scopo è quello di commentare avvenimenti e notizie sociali e politiche mettendo a confronto esponenti delle varie parti in campo, per discutere e sceverare i fatti.

E' però inevitabile che talvolta i toni si scaldino un po' quando si mettono a confronto esponenti di
diverse ideologie e allora, per trovare un equilibrio tra il registro linguistico e quello paralinguistico, si ricorre a determinati escamotages.

Uno è per esempio l'utilizzo delle categorie cromatiche: il colore blu in studio che disattiva l'adrenalina ((e quindi la passione e l'aggressività) stimolando il nostro sistema nervoso parasimpatico.

Volendo far intuire che gli invitati a quella trasmissione sono una élite, viene usata una scrivania circolare, che secondo le categorie eidetiche fa percepire a chi guarda l'idea di chiusura, di privilegio, di gruppo circoscritto.

Per non fa apparire però troppo lontani psicologicamente i vari protagonisti della puntata ai telespettatori, si privilegia un'inquadratura a piano ravvicinato (resa nota da Sergio Saviane con il termine "mezzobusto") che ha il vantaggio di far vedere da vicino i personaggi ripresi, aumentando il pathos e il senso di prossimità a chi guarda la trasmissione, attraverso la possibilità di osservare i codici mimetici che regolano il movimenti dei muscoli facciali.

E' possibile quindi osservare le espressioni del viso e percepire una forma di empatia, ma per evitare che si giunga a una prossimità eccessiva, con una introspezione psicologica degli intervistati, non viene usato mai il primo piano.

Una costruzione accorta dello scenario riesce quindi a modificare percettivamente il messaggio.

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