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La dittatura del carino e la falsa sinonimia

Sul Corriere.it del 20 gennaio è apparso un interessante articolo a firma di Guido Vitiello dedicato alla dittatura del "carino" come aggettivo anestetizzante dei nostri tempi, ben lontano dal sublime Kantiano.

Un falso sinonimo, o un aggettivo connotativo del termine bello, ma con una sfumatura standardizzante che impedisce di
godere della vera bellezza e di inorridire alla reale bruttezza.

Magari primo elemento di un climax (carino, bello, sublime) ma anche aggettivo che inquadra un'epoca incapace di prendere realmente posizione e di "sentire" intensamente qualunque cosa.

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