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IL SETTIMO SIGILLO DI BERGMAN, ALLEGORIA PARADOSSALE AL QUADRATO


Un cavaliere di ritorno dalla Terrasanta, Antonius Block, è accompagnato dal suo scudiero Jöns.

L'uno idealista, ma sfiduciato, l'altro pragmatico come solo un realistico popolano ha imparato a essere sin dall'infanzia, stanno rincasando dopo anni di sanguinose (e inutili) battaglie contro "gli infedeli".

Improvvisamente, il melanconico e meditabondo cavaliere, simbolo dell'uomo alla ricerca del senso della vita, incontra un personaggio enigmatico e agghiacciante, nerovestito, prosopopea della Morte, con il quale ingaggia una partita a scacchi, allegoria della continua battaglia contro l'ignoto che attanaglia l'essere umano di ogni epoca.

Lo scudiero, nonostante tutto il suo cinismo e astuzia è un "non predatore" nel quadrato semiotico
La vittoria è da sempre destinata alla Morte, ma pur consapevole di ciò il Cavaliere vuole prendere tempo per riuscire a capire cosa significhino Vita e Morte, se esista Dio, quale il senso dell'esistenza umana.

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Quando la Morte, alla domanda del Cavaliere risponde che forse Dio non c'è, l'esplosione angosciante che nasce dalla sua anima è "Allora la vita è un atroce orrore. Nessuno può vivere in vista della morte, sapendo che tutto è il nulla (paradosso)."

Il Cavaliere medita sul paradosso dell'esistenza umana senza Dio

Tutto il film è basato dalla continua antitesi Morte/Vita, Fede/Dubbio, Bianco/Nero, Nobile/Popolano, Predatore/Preda e via dicendo, che formano innumerevoli quadrati semiotici 

Il quadrato semiotico del predatore e della preda nel film

(ad esempio predatore/preda/non predatore/non preda espresso nelle figure Morte/Cavaliere/Giocoliere/Scudiero) e con vari modelli attanziali 

Soggetto/Cavaliere,
Oggetto/tornare a casa,
Aiutante/scudiero,
Opponente/Morte,
Destinante/Bergman,
Destinatario/Pubblico).

La famiglia che si ama rappresenta la "non preda" del quadrato semiotico

Un capolavoro estetico, cinematografico e comunicativo, ricco di strutture semionarrative profonde, metafora della ricerca del senso dell'esistenza di ciascuno di noi e di grande umanità.



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