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IL MICIO E IL TRIANGOLO SEMIOTICO


Un bellissimo e grazioso micio ci può aiutare a comprendere un concetto fondamentale della semiotica espresso dal noto semiologo Charles Sanders Peirce.

Lo studioso statunitense definì il segno come il risultato dell’interazione fra tre elementi:

  1. il veicolo segnico
  2. l’interpretante  
  3. l’oggetto reale, il referente .

Cosa significano questi tre termini? Come interagiscono tra loro per creare un flusso comunicativo? Vediamo insieme un esempio semplice semplice.

C’è un bambino che ascolta la maestra che gli insegna a parlare in inglese.

C’è la parola CAT scritta alla lavagna.

La parola CAT scritta alla lavagna

La parola è il veicolo segnico. Per spiegare meglio al bambino, la maestra può usare un altro veicolo segnico visivo, ovvero una immagine stilizzata disegnata con il gesso di un gatto (che è icona del gatto).

L'immagine stilizzata del gatto: il veicolo segnico diventa visivo

L’interpretante è l’idea della “gattinità” (ovvero l’immagine mentale del simpatico mammifero a quattro zampe che miagola) nella mente del bambino. Potrebbe essere nella sua immaginazione un micino del film a cartoni animati “Gli aristogatti”, oppure il personaggio in 3D che interpreta la il film del “Garfield” o un siamese.

Gli Aristogatti: un possibile "interpretante" nella mente del bambino.
C’è poi effettivamente, in carne, baffi e ossa, il gatto della maestra in giardino, che è l’oggetto reale della comunicazione, cioè è il referente.

È a lui che alludeva la maestra parlando al bambino.

Il referente: l'ultimo vagone del veicolo segnico
Non c’è alcun rapporto diretto fra veicolo segnico e referente: in mezzo c’è sempre una mediazione di senso, che è appunto l’interpretante, cioè l’immagine mentale che noi abbiamo di un determinato “oggetto” reale.

Ciò significa che noi abbiamo delle conoscenze pregresse e delle aspettative ogni qualvolta comunichiamo.

Da tali conoscenze e aspettative siamo fortemente condizionati quando siamo raggiunti da messaggi inviati da altri o quando siamo noi ad inviarne.

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