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MIKE E FIORELLO PER INFOSTRADA: UNO SCHERZO VERITIERO


Vista la pubblicità Infostrada del 2008 in cui il grande Mike Bongiorno e Fiorello stirano e stendono i panni sulle note del canto popolare "Amor dammi quel fazzolettino" cantate da Fiorello?

I due si nascondono all'inizio dello spot dietro un cartello che indica chiaramente la marca e l'offerta di Infostrada e scherzano sul fatto che devono rimanere nascosti altrimenti i telespettatori si distraggono con le loro gag e non memorizzano la marca pubblicizzata.

Un momento del simpatico sketch
Lo scherzo nasconde un'amara realtà: i due testimonial sono talmente prorompenti che cannibalizzano il marchio: è un chiaro caso in cui lo scopo della comunicazione (interessare il pubblico) è talmente evidente che il sovrascopo (fare ricordare il prodotto o il servizio reclamizzato, affinché i telespettatori divengano clienti Infostrada) scompare.

Ricordiamo che la maggior parte delle azioni che compiamo (e fra queste anche le azioni linguistiche e comunicative) non hanno un solo scopo, ma talvolta, lo scopo per cui esse vengono eseguite è soltanto un mezzo, a sua volta, per uno scopo ulteriore. Gli scopi ulteriori, rispetto ai quali uno scopo è solo un mezzo, sono i sovrascopi.

Ecco quindi una bella e intrigante pubblicità, iniziata da parecchi mesi con gag simpatiche e divertenti che non tiene però conto di una delle regole base della comunicazione: il sovrascopo deve essere non troppo evidente, ma non deve scomparire del tutto, altrimenti il senso ultimo del flusso comunicativo non avrebbe più senso e lo spot perderebbe il motivo stesso della sua esistenza.

2 commenti:

barb michelen ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
naimaxx ha detto...

io avevo definito questa pubblicità come una meta-vampirizzazione: i testimonial vampiri che parlano del problema che causano