I CODICI DELLA RINUNCIA DI SAN FRANCESCO


Continua il nostro viaggio nell'arte alla scoperta delle scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, dipinte da Giotto.

San Francesco rinuncia ai beni terreni è la quinta delle ventotto scene, dipinte tra il 1295 e il 1299.

Si tratta del momento in cui Francesco, a Foligno, fu chiamato in causa dal padre Pietro di Bernardone, che non tollerava la condotta disdicevole del figlio, che con le sue idee originali sull'uguaglianza e l'amore metteva in ridicolo il nome di famiglia.


Pietro di Bernardone lo portò dinanzi al vescovo e gli intimò di comportarsi in modo consono alla sua condizione, dimenticando le sue folli idee di povertà e ridistribuzione dei beni ai miseri,  pena il ripudio.

Francesco allora decise di rinunciare ai beni paterni.


La vicenda è narrata nella Legenda maior di san Francesco: "Quando restituì al padre ogni cosa e, deposte le vesti, rinunciò ai beni paterni e temporali, dicendo: «Di qui in avanti posso dire con certezza: -Padre nostro che sei nei cieli-, poiché Pietro di Bernardone m'ha ripudiato.»"

La scena è divisa in due da una profonda antitesi: da una parte sta la ricca famiglia di Francesco, attorniata da altri mercanti e da nobili, dall'altra la Chiesa.

Una frattura antitetica tra passato e presente di Francesco, tra vita profana e vita spirituale, tra ricerca di guadagno e ricerca di trascendenza.


I codici dell'acconciatura simboleggiano la condizione benestante dei ricchi mercanti e quella clericale dei sacerdoti con tonsura. Francesco è in un momento di passaggio: ha i capelli lunghi alle spalle, come un giovane laico, senza tonsura.



L'aureola sul capo è simbolo della sua santità.

I codici dell'abbigliamento, oltre a permetterci di riconoscere le cariche o il censo dei vari personaggi, vista la loro assenza in Francesco, che è nudo, sono il simbolo della sua rinuncia alle ricchezze, alla proprietà e il suo abbraccio a "Madonna Povertà", sua amata sposa.


Tale mistico matrimonio è celebrato dinanzi a Dio, che per sineddoche appare attraverso la mano benedicente dal cielo, che crea con le mani giunte di Francesco, simbolo di preghiera, una diagonale che invia inconsciamente un'idea di elevazione, di crescita spirituale e rappresenta anche l'intima unione fra l'operato di Francesco e il volere di Dio.

I codici mimetici e gestuali ci raccontano la rabbia, il rancore e lo sdegno di Pietro di Bernardone, che vorrebbe slanciarsi a picchiare il figlio per la sua scelta che egli giudica scellerata e che viene fermato da un parente che in tal modo lo invita a "non compromettersi"


Interessante l'abito giallo indossato da Pietro di Bernardone che invia la sensazione di un cambiamento in atto, una transizione... infatti è il padre stesso, suo malgrado, con la citazione in giudizio, a dare l'avvio alla nuova vita di Francesco, che in questa occasione fa la sua scelta, pubblicamente e definitivamente.

Il gesto del vescovo che copre Francesco con il suo mantello è stato inteso sia come simbolo della Chiesa che accoglie e protegge Francesco, sia come segno di pudicizia.


Lontano dal centro della scena, in cui avviene la "nascita" del poverello di Assisi, fra i ricchi mercanti, appaiono due ragazzi che nei vestiti sollevati tengono dei sassi da lanciare, in segno di disprezzo e ludibrio, contro il pazzo che rifiuta le regole della società.

I due sono prosopopee della incapacità da parte del mondo di accettare la scelta di chi volontariamente rinuncia alle ricchezze materiale perché interessato a quelle spirituali.

I CODICI DELLA RINUNCIA DI SAN FRANCESCO I CODICI DELLA RINUNCIA DI SAN FRANCESCO Reviewed by Polisemantica on martedì, novembre 06, 2018 Rating: 5

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