SANT’ANTONIO ABATE, SIMBOLI E RAPPRESENTAZIONI DELL’EREMITA AMICO DEI MAIALI


Come mai sant'Antonio nelle sue varie rappresentazioni è sempre connotato dalla presenza un maiale? Perché l’abate eremita si sorregge a un bastone il cui manico ha la forma di una T?

La vita di Antonio abate è nota soprattutto attraverso la Vita Antonii pubblicata nel 357 circa, opera agiografica scritta da Atanasio, vescovo di Alessandria, che conobbe Antonio e fu da lui coadiuvato nella lotta contro l'arianesimo. L'opera, tradotta in varie lingue, divenne popolare tanto in Oriente quanto in Occidente e diede un contributo importante all'affermazione degli ideali della vita monastica.

Sant'Antonio, nato intorno al 251 e morto nel 356, è considerato l’iniziatore del monachesimo.


Per questo nelle varie rappresentazioni della storia dell'arte è raffigurato spesso come un monaco anziano con barba bianca, vestito, immediato riferimento ai codici dell'abbigliamento, con la tonaca da frate col cappuccio.

Il bastone su cui si appoggia è spesso a forma di stampella, in quanto simbolo tradizionale del monaco medievale il cui dovere era di aiutare gli zoppi e gli infermi.

In altri casi, quando questa connotazione non è necessaria, può essere semplicemente rappresentato un bastone pastorale.

Spesso il manico del bastone è a forma di T, o in alternativa può comparire la lettera tau sulla sua tonaca, all'altezza della spalla.

Questo simbolo richiama la croce egizia, rimando alla provenienza egiziana del santo, ma anche antico simbolo di immortalità, adottato come emblema anche dai cristiani alessandrini.

Secondo un’altra interpretazione la lettera tau allude alla parola “thauma”, che in greco antico ha il significato di “prodigio”.

Francisco de Zurbarán connota il suo san’Antonio Abate con la classica tonaca con cappuccio, mentre la simbolica Tau è addirittura inscritta nella luce divina.

Il maiale, in tante raffigurazioni, risulta il compagno inseparabile del santo.

Nel corso del medioevo il maiale, che aveva ancora l’aspetto selvatico del cinghiale, era infatti l’animale allevato dai monaci antoniani e secondo la tradizione il suo grasso era un antidoto contro l’herpes zoster, noto come il fuoco di sant'Antonio.

Nei pressi dei complessi antoniani, come a Milano, vicino alla Ca’ Granda, una buona parte dei terreni era proprio riservata all'allevamento dei maiali.

Al “primitivo” maiale si sono quindi aggiunti, in analogia, altri animali, e per estensione l’abate è diventato il protettore di tutti gli animali domestici e della stalla.



Un altro attributo tipico del santo è la campanella, ora tenuta in mano o legata al bastone, ora appesa al collo del maiale.

Con la campanella infatti i monaci antoniani annunciavano il loro arrivo durante gli spostamenti e le questue, e con essa venivano scacciati gli spiriti maligni.

L’oggetto si riferisce anche al curioso privilegio concesso dal papa agli antoniani, che permetteva loro di allevare maiali per uso proprio a spese della comunità: i porcellini potevano circolare liberamente fra cortili e strade e, per evitare che qualcuno li rubasse, recavano al collo una campanella di riconoscimento.

Grande rilievo assume, nella Vita Antonii la descrizione della lotta di Antonio contro le tentazioni del demonio.

Così, quando il santo non è in preghiera, è intento a fronteggiare l’assalto dei demoni: le famose tentazioni di sant'Antonio, molto rappresentate nell'arte del XV e XVI secolo.

I diavoli che disturbano la vita ascetica dell'eremita possono avere l’aspetto di mostri e bestie feroci.

Michelangelo e il suo celebre Tormento di sant'Antonio.
Oppure, per alludere alla natura sensuale delle tentazioni, possono avere le sembianze di figure femminili.

Il santo, infine, può anche essere alle prese con un fuoco nelle sue mani, o che arde sotto i suoi piedi: ennesima allusione alle tentazioni della lussuria – subite e sconfitte – ma anche, di nuovo, al morbo che da lui prende il nome.

Il Moretto rappresenta san’Antonio Abate con molti dei suoi simboli: il pastorale, la campanella, il fuoco e il maialino.



SANT’ANTONIO ABATE, SIMBOLI E RAPPRESENTAZIONI DELL’EREMITA AMICO DEI MAIALI SANT’ANTONIO ABATE, SIMBOLI E RAPPRESENTAZIONI DELL’EREMITA AMICO DEI MAIALI Reviewed by Polisemantica on giovedì, aprile 12, 2018 Rating: 5

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