TINO DI CAMAINO E LA RIVOLUZIONE DEL MONUMENTO FUNEBRE


Tra gli incarichi di maggior prestigio ricoperti a Firenze dal noto scultore Tino di Camaino, troviamo l'apprestamento del sepolcro per il vescovo Antonio D'Orso, eseguito nella prima metà del Trecento e addossato alla contro-facciata di Santa Maria del Fiore.

In quest'opera lo scultore è intenzionato a rivoluzionare i codici gestuali applicati alla figura del defunto, rinunciando alla tradizionale posa distesa caratteristica di tante raffigurazioni plastiche del periodo.

Per raggiungere tale risultato, sopra il basamento pensile in forma di due robuste arcate, sormontato da un sarcofago poggiante su tre leoni (codici architettonici), Tino colloca un trono, sul quale con invenzione nuovissima il vescovo è rappresentato seduto, ma al contempo nell'abbandono mortale.

Il vescovo Antonio D'Orso nella rappresentazione di Tino di Camaino
I codici gestuali rappresentati dalla posa seduta, dalle mani raccolte e dalla testa reclinata, ce lo indicano non solo come chiuso nel torpore greve dell'ultimo sonno, ma in grado, in una sorta di calembour visivo, di guardare con altri occhi.

Un abbandono che viene bilanciato dalla grande solidità e compattezza nelle volumetrie, arricchite dai panneggi e dagli accessori (codici abbigliamento) che definiscono magistralmente l'importanza del ruolo ricoperto dal vescovo.

Non sono i soli aspetti rilevanti dell'opera dello scultore: nei pennacchi del basamento è svolta infatti un'allegoria sulla morte, ispirata da Francesco da Barberino, esecutore testamentario delle volontà del defunto.

Sulla fronte dell'arca il bassorilievo con la raffigurazione del vescovo D'Orso che, assistito dalla Vergine con il suo seguito di santi e angeli, si presenta al cospetto dell'Eterno per essere sottoposto a giudizio, assume le cadenze di un raffinato cerimoniale cortese, nel quale anche la policromia contribuiva a una preziosità degna della contemporanea pittura senese.

Si è supposto che questo nucleo plastico fosse contenuto entro un baldacchino, sormontato dall'angelo tubicino ora conservato sulla porta del campanile del duomo, mentre sull'ombracolo dovevano prendere posto due angeli, rappresentati nell'atto di un tema iconografico codificato rappresentato dalla elevatio animae.

Nel video, curato da Ars Europa, i capolavori di Tino di Camaino.

TINO DI CAMAINO E LA RIVOLUZIONE DEL MONUMENTO FUNEBRE TINO DI CAMAINO E LA RIVOLUZIONE DEL MONUMENTO FUNEBRE Reviewed by Polisemantica on domenica, marzo 18, 2018 Rating: 5

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