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CONAD: PERSONE OLTRE LE COSE O IL GRANDE FRATELLO?


Più che alla Grande Distribuzione, l'ultimo video spot di Conad, firmato da Pupi Avati, fa venire in mente il Grande Fratello.

Il noto regista racconta una storia semplice, un gesto che lui stesso definisce di “amorevole premura”, da parte di un lavoratore Conad nei confronti di una piccola cliente, che ha smarrito la sua bambola.

Pupi Avati, regista dello spot Conad
L'impiegato visiona i filmati delle telecamere  (simbolo di sicurezza, ma anche di controllo) del supermercato, capisce a chi appartiene la bambola perduta, riconoscendola nel video, e va a riportargliela a casa.

L'impiegato/detective alla ricerca della bimba che ha perso la bambolina

L'impiegato è prosopopea di Conad, la bimba è sineddoche di tutti i suoi clienti.

È lodevole l'intenzione dello spot, che però produce una serie di implicazioni poco rassicuranti.

Infatti il primo pensiero che si genera nella mente dello spettatore è di essere controllato. Il brand, probabilmente grazie alla tua carta fedeltà, sa tutto di te: chi sei, dove abiti, cosa mangi, a che ora sei a casa.

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Nonostante i codici mimetici dell'impiegato siano rassicuranti, si prova una sensazione di violazione della privacy molto intensa e, a nostro parere, controproducente.

Diverso sarebbe stato con un altro finale: appena la bambina torna al supermercato con la mamma il gentile dipendente le restituisce la bambolina.

In questo caso si sarebbero evidenziate la cura delle persone, oltre le cose, ma anche l'assoluto rispetto della loro intimità, dei loro dati come l'indirizzo dell'abitazione e l'orario in cui sono a casa.

Ecco lo spot di Pupi Avati dal canale Youtube di Conad. Buona visione.




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