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L'ALLUSIONE NEL GLOSSARIO DI POLISEMANTICA


L'allusione è una figura retorica e consiste nell'uso di un sostantivo, spesso derivato da un fatto storico o comunemente noto, che abbia un rapporto di somiglianza con l'oggetto in questione.

Alcuni esempi di uso comune sono i seguenti:
  • Allusione mitologica: «un labirinto» (un intrico di strade)
  • Allusione storica: «vittoria di Pirro» (un successo ottenuto a caro prezzo)
  • Allusione letteraria: «un don Abbondio» (un vigliacco)
Nel mondo delle arti figurative questa figura retorica è sempre stata molto utilizzata. Prendiamo ad esempio il dipinto Mercato, attribuito a Joachim Beuckelaer (1530-1575).

L’uomo cinge la donna posando la mano sul ventre. L’allusione alla gravidanza è rimarcata dal contatto della stessa con un melone e una zucca, entrambi simboli di fecondità e di prosperità.

Le allusioni nel dipinto di Joachim Beuckelaer
L’allusione erotica è amplificata dal rafforzamento delle identità sessuali dei due mercanti. Nell'area di pertinenza femminile il pittore dipinge frutti tondi, caratterizzati dalla presenza di convessità lineari, mentre da quello maschile cetrioli, teste d’aglio, carote, piselli e baccelli

Nel mondo della pubblicità le allusioni sono uno stratagemma utilizzato solitamente per far leva sugli istinti più "diretti".

Un esempio notevole è quello dei vari advertising Magnum.


Altre "evidenti" allusioni si possono scoprire nelle successive immagini, dalla celebre "patata" di Rocco Siffredi al banner di un negozio di elettronica.





Anche se Omar Calabrese rimarca che il «testo cinematografico, per il fatto stesso di imitare, citare, richiamare la pittura, vuole significare qualcosa che va aldilà dell'imitazione, citazione, allusione in se stesse» non vi è dubbio che si possa "alludere" in maniera molto esplicita.

Una delle locandine di Sausage Party, il film di animazione uscito nel 2016

Il poster della Paramount per presentare l'adattamento cinematografico
della celebre serie tv Baywatch


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