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La democrazia e la decadenza della società: Mussolini e Marco Bracconi

Disse Winston Churchill: « Molte forme di governo sono state sperimentate e saranno sperimentate in questo mondo di peccato e di dolore. Nessuno ha la pretesa che la democrazia sia perfetta o onnisciente. Infatti, è stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo ad eccezione di tutte le altre forme che sono state sperimentate di volta in volta. »

Il termine democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.

E' la forma di governo maggiormente avversato dai dittatori, molti dei quali, semplicemente, non credevano che fosse possibile, considerando la democrazia un paradosso.

Mussolini disse che i regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano. (da La dottrina del fascismo, con Luigi Contu, Hoepli, 1936)

Ebbe anche modo di dire, riferendosi al popolo italiano "la massa per me non è altro che un gregge di
pecore, finché non è organizzata. Non sono affatto contro di essa. Soltanto nego che essa possa governarsi da sé. Ma se la si conduce, bisogna reggerla con due redini: entusiasmo e interesse. Chi si serve solo di uno dei due, corre pericolo"

Per poi concludere, sempre parlando di noi: "Mutevolissimo è lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come l'italiano. Se non avessi fatto altro basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell'oblio. Altri forse potrà dominare col ferro e col fuoco, non col consenso come ho fatto io"

L'implicazione e l'inferenza generate da questi discorsi sono che il popolo italiano era (è) una massa di pecore dallo spirito mutevole, da condurre con interesse ed entusiasmo.

Quindi, fatte le debite distinzioni e considerando le debite distanze di pensiero, la descrizione del popolo italiano visto da Mussolini e da Bracconi, nel suo articolo odierno su repubblica,  non è così differente, anzi è unito da un rapporto di similitudine.

Il che non significa naturalmente la prossimità di Bracconi al pensiero mussoliniano (e ci mancherebbe) quanto piuttosto, per una volta, una convergenza di opinioni che genera la percezione che entrambi, pur da visioni politiche così differenti, abbiano ragione, che il problema siamo noi, non la democrazia in sé  che il problema siano gli elettori ancora più degli gli eletti che dei primi sono solo immagine; che il problema siano i cittadini, non la politica.

Con molto sconforto, tanto per continuare con le citazioni, non si può che terminare con quella, sempre di Mussolini, che recita:"Governare gli italiani non è difficile, ma inutile".

Ma forse, no.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Forse fare meno riferimenti a Mussolini e ai suoi pensieri permetterebbe una lettura più accurata degli eventi.

Nicola Fusco ha detto...

Dici: "il problema siamo noi, non la democrazia in sè".
Penso che sia ovvio che il problema non possiamo che esser noi, eppure anche la "democrazia in sè" non può essere così semplicisticamente "salvata".
Avremo anche tutte le colpe di questo mondo, però questo sistema "democratico" non era congegnato in modo tale da bloccarle, quindi era ben lungi dall'essere così "ideale", come generalmente lo si dipinge.
Se, guidando l'auto, inchiodo e vado in testa-coda, la colpa è sicuramente in gran parte mia, ma anche l'auto era una mezza "ciofeca", in quanto mancante di ABS...