VUOTA BAVARIA E IL METALOGISMO DELLA MARCA/PARTITO


Per l’appuntamento elettorale del 24 e 25 febbraio 2013 Bavaria Holland Beer ha proposto, per l’occasione, una campagna elettorale a favore del movimento Vuota Bavaria.

All'insegna di ‘Meno tasse, più casse’ e ‘Più che alla Camera, puntiamo al divano’, il brand ha realizzato, in collaborazione con Young & Rubicam Group, una campagna multi-soggetto ispirata ai linguaggi della comunicazione elettorale.


I suoi slogan utilizzano calembour (Camera intesa come stanza e come Parlamento), antitesi (meno tasse e più casse), calembour allusivi (il porcellum, inteso come maialetto in latino, da fare arrosto e non come legge elettorale) e sempre allusione alle note vicende politiche degli ultimi anni (come per esempio dal magna magna al bevi bevi).


Una rilettura leggera, divertente e gradevole della nostra situazione, dal punto di vista di chi vuol vivere sereno bevendo birra (per dimenticare?), ma con l’utilizzo di stratagemmi comunicativi differenti da quelli proposti dall'analoga campagna pubblicitaria proposta da Ceres (analizzata in questo post).

Il pay-off, azzeccatissimo, non poteva che essere la variazione vocalica “vuota Bavaria”, anziché “vota Bavaria” con accanto uno pseudo simbolo politico del partito della birra su cui apporre la fatidica croce.

Forse è proprio vero, integrando quanto diceva Renzo Arbore, che “chi beve birra, o fa politica, campa cent'anni”.
VUOTA BAVARIA E IL METALOGISMO DELLA MARCA/PARTITO VUOTA BAVARIA E IL METALOGISMO DELLA MARCA/PARTITO Reviewed by Polisemantica on martedì, febbraio 05, 2013 Rating: 5

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