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Se vuoi diventare premier devi solo farti regalare un cane

Eccoci qua, benvenuti nel 'Paese delle Meraviglie', il Paese dove se vuoi diventare premier devi solo farti regalare un cane!

L'allusione chiarissima di Maurizio Crozza è a Mario Monti che si è fatto riprendere mentre coccolava un dolcissimo esponente della razza canina.

Ma non è stato il solo. In molti aspiranti premier e candidati hanno sentito l'esigenza di un contatto (con
relativa fotografia o servizio filmato) con un cane.

Il primissimo fu Berlusconi, con la cagnetta "Puggy", un cucciolo di carlino, poi venne Monti alle "invasioni barbariche" con la cagnolina "Empty", Grillo aveva già fatto la sua parte quando è stato fotografato ad Agrigento in compagnia del bull dog francese Stefano, candidato del “Partito della Rabbia”, e anche Bersani appare in compagnia di due cani, questa volta non cuccioli, che sono diventati protagonisti dei suoi manifesti elettorali in versione animalista.

Perché proprio un cane e non un gatto, una volpe o uno scoiattolo?

Semplicemente perché i cani sono percepiti con una connotazione positiva, e sono simbolo di fedeltà, garanzia di lealtà. Connotano quindi con la loro aura anche chi vi è ritratto accanto, nell'atteggiamento di accarezzarli o curarsi di loro. Per inferenza le qualità del cane transitano nella persona ritratta accanto che viene percepita quindi come più affidabile, più sicura.

Ecco perché non funziona la strategia di Crozza/Conte quando dice nella gag: "E' vergogna signori... è una discriminiatura... Io sono anni che mi faccio fotografare con uno scoiattolo sulla testa e non ho mai vinto le elezioni."

E' il marketing, baby. Ah, no, questa è politica.

Ecco un simpatico video online su "Quei cani di politici":

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