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Il gioco delle parti di Fazio e Littizzetto intervistati (con la zucca) da Gramellini a "Che tempo che fa"

Insolito ribaltamento della situazione ieri sera alla puntata di "Che Tempo che fa".

Fabio Fazio, insieme a Luciana Littizzetto, si sono seduti sulle poltrone degli ospiti e si sono fatti intervistare da Gramellini, caro amico di Fazio.

Il tema dell'intervista è stato "ovviamente" il festival di Sanremo. Tra gli altri aspetti è stata evidenziata
l'affinità della coppia artistica Fazio/Littizzetto, paragonata (con una similitudine) più volte a quella storica Vianello/Mondaini.

Altro aspetto trattato il ruolo femminile della conduttrice, non più definita valletta con un termine di per sè denotativo ma che con il tempo è diventato connotazione di "oca giuliva, tutta bellezza e niente cervello".

A questo proposito Luciana ci ha tenuto a sottolineare che "erano un uomo e una donna" a presentare il Festival, non più un presentatore e una valletta.

Curiosa è stata la gag della zucca che Fazio ha regalato a Luciana Littizzetto, con chiara allusione alla prima serata di Sanremo in cui lei entrava come una principessa a teatro con un cocchio magico e che poi, alla fine della festa , si è ritrasformato in zucca (metafora scherzosa relativa al fatto che Littizzetto, dopo essere stata per tre giorni diva e regina del Festival, tornava a essere la solita "saltimbanca" come lei stessa si definisce, di sempre)

Ultimo aspetto e forse il più importante il tentativo di Fazio di creare un connubio tra popolare e colto.

Per il conduttore il termine popolare, televisivamente parlando, è stato accostato (molte volte per demeriti dell'emittente) sovente al termine volgare, divenendone il sinonimo. Da qui nasce il suo "tentativo mediatico" di ridare dignità a questo termine, restituendo un po' di qualità alla televisione.

Ancora una similitudine che diventa antitesi è stata evidenziata durante la trasmissione, quando è stato affermato che Fazio ha dimostrato che si può avere a che fare con il "Pubblico" senza doverlo considerare come una massa di idioti, proponendo TV di qualità.

Anche se oggi il temine "TV di qualità" sembra sempre più un ossimoro.

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