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Bersani e Grillo protagonisti delle elezioni e la semiotica

Le elezioni sono ormai alle porte e pare che i protagonisti siano solo due, mentre gli altri candidati faranno da comparsa alla vicenda.

Le luci della ribalta quindi, secondo gli ultimi segretissimi sondaggi di cui tanto quotati organi di Stampa parlano, dovrebbero essere per Bersani e Grillo, in un testa a testa all'ultimo voto, mentre Berlusconi, Ingroia, Giannino e Monti raccoglieranno, chi più chi meno, le briciole.

Facendo un'analisi semiotica della situazione, come già evidenziato con il quadrato semiotico di qualche post fa, Grillo e Bersani occupano i due vertici
inferiori relativi ai concetti di "non sicurezza" e "non minaccia" e si trovano quindi legati da una dinamica di contrarietà, in pratica sono in antitesi l'uno con l'altro.

Bersani è infatti l'uomo che esprime, per l'Europa e per l'Italia, una 'non minaccia'. Probabilmente con lui al governo (se avrà l'autonomia necessaria per governare) non ci sarà alcun reale cambiamento, ma anche nessuna minaccia che da ogni cambiamento nasce.

Grillo è all'opposto, la personificazione della "non sicurezza" per l'Europa e per l'Italia, in quanto esprime una vera rivoluzione, che naturalmente non assicura alcuna sicurezza e che implica il rischio di caos, come in ogni rivolgimento politico rivoluzionando quale il Movimento 5 Stelle intende essere.

Ecco un video della disputa per la nuova coalizione di governo:



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