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LE INQUADRATURE NEL GLOSSARIO DI POLISEMANTICA


Secondo la definizioni più accreditate, possiamo denominare l’inquadratura come una limitazione del campo visivo ripreso da un obiettivo o piuttosto come il modo in cui un’immagine o un soggetto sono stati ripresi e l’effetto che ne deriva.

Naturalmente una inquadratura, in senso lato, per esistere non ha bisogno di un obiettivo fotografico o cinematografico che la determini, bastando a questo anche l’obiettivo del corpo umano che è l’occhio.

Ecco perché possiamo parlare di inquadrature anche riferendoci a opere pittoriche, realizzate anche in tempi in cui una macchina fotografica o una videocamera non erano altro che una fantasia impossibile anche a immaginarsi.

Come ci ricorda il De Mauro una determinata inquadratura fa derivare, a livello di percezione umana, un determinato effetto.

Cominciamo a elencare le inquadrature che hanno funzione descrittiva, non avendo altro scopo se non quello di offrire una visione d’insieme del luogo in cui la vicenda si svolge.

Ecco quindi che avremo:
  • campo lunghissimo dove il soggetto principale corrisponde ad un vasto panorama
  • campo lungo gran parte di un ambiente dove si comincia a distinguere qualche soggetto primario
Campo lungo
Possiamo poi avere tipi di inquadrature utilizzate per esprimere relazioni sociali tra i vari personaggi.

Ecco quindi:
  • campo medio che inquadra uno o più personaggi in piedi che prendono il sopravvento sull'ambiente
Campo medio
  • figura intera dove lo spazio si concentra su uno o più personaggi ripresi dalla testa ai piedi
  • piano americano che inquadra uno o più personaggi dalle ginocchia in su
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Infine ci sono alcuni tipi di inquadrature che devono essere usate quando l’autore desidera presentare un ritratto a forte connotazione psicologica, smuovendo le emozioni interiori dei destinatari e creando un forte legame emotivo fra essi e la vicenda narrata o il protagonista di tale vicenda.

In tal caso :

  • piano ravvicinato che inquadra uno o più personaggi all'altezza del petto
Piano ravvicinato
  • primo piano che inquadra solo un volto o una piccola parte di un ambiente
  • primissimo piano dove è presente dettaglio che isola un particolare minimo di un volto o di un oggetto.

Tratto da "Art Semiology, l'immagine oltre l'arte tra comunicazione e marketing"

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