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Crozza e la metafora del Paese delle Meraviglie

Dopo quasi un mese di pausa per autori e mattatore (e di attesa per i fan) riprende venerdì 25 gennaio il seguitissimo programma di Maurizio Crozza, "Crozza nel  Paese delle Meraviglie".

L'allusione che tale titolo sia riferito al nostro Paese, l'Italia, è chiarissima.

Per agevolare tale chiave di lettura della metafora usata, aiuta l'immagine che appare nella sigla, in cui Crozza usa un codice dell'abbigliamento riferito al Cappellaio Matto, personaggio della storia di Lewis Carroll, con il cappello tricolore (icona della nostra bandiera e simbolo dell'Italia) .

Definire metaforicamente l'Italia come un Paese delle Meraviglie serve a chiarire il senso
della trasmissione: così come è ingarbugliata la logica alla base della vita nel Paese delle Meraviglie che Alice si trova a esplorare, tanto lo è anche in Italia, dove ne succedono di tutti i colori, e dove pare che alcuna regola logica sia alla base di scelte politiche e sociali.

Nel Paese di Alice la Regina di Cuori regna senza senso e senza coerenza, solo in base al suo capriccio e tale situazione si verifica anche  nel Paese di Crozza.

I personaggi assurdi che si susseguono nel Paese di Alice (Il Gatto invisibile, il Bianconiglio, il  Brucaliffo) sono icone che nulla hanno da invidiare per stranezza di comportamento a quelli che popolano il Paese di Crozza (Briatore, Montezemolo, Marchionne) in un crescendo esilarante di  gag e follia che nasconde un'amara realtà: siamo tutti prigionieri del nostro Paese delle Meraviglie, in cui solo logica, normalità ed equità non sono di casa.

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