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FASTWEB E VALENTINO ROSSI: DALLE STELLE ALLE STALLE


Diamo un'occhiata "polisemantica" al meccanismo comunicativo che anima questo spot televisivo del 2007 che ha come testimonial Valentino Rossi.

Innanzitutto lo spot è costruito sulla figura retorica dell'ironia, che come ci avverte wikipedia " è un tipo di comunicazione che richiede nel lettore e nell'ascoltatore la capacità di cogliere l'ambiguità sostanziale dell'enunciato."


Intorno a Valentino abbondano le icone visive (le balle di fieno, le galline, la mucca, il cavallo ) e le icone sonore (i muggiti ripetuti che fanno da contrappunto al suo monologo) e tutti questi segni/icone creano la metafora su cui si basa la pubblicità, ovvero la stalla.

Da qui ad evocare il detto "dalle stelle alle stalle" il passo è breve (anche per chi non conosce il titolo dello spot, che è proprio quello). Infatti Valentino dice con una sospensione (figura retorica consistente nel lasciare volutamente interrotto un discorso)"..oh, certo che è strano, prima le stelle e poi..." e dalla porta semiaperta della stalla si intravede un cielo notturno baluginante di astri splendenti.

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Il messaggio inviato si basa sulla presupposizione che il telespettatore medio conosca le difficoltà fiscali in cui è incappato questa estate Valentino e lancia un implicito scherzoso (speriamo per lui) ovvero che ormai, rischia di essere ridotto dall'accanimento del Fisco a perdere ogni suo avere e a vivere in una stalla.

Però, Valentino afferma "tanto con Fastweb ho tutti gli amici vicino" suggerendo implicitamente che anche quando tutto va male, Fastweb non abbandona mai il proprio cliente.

Infine, con una bella allusione (figura retorica consistente nel dire una cosa per farne intendere un'altra) fa un accenno alla persecuzione mediatica cui è stato sottoposto (non solo per le disavventure con l'Erario, ma anche sui vari gossip compreso un suo presunto flirt con la Canalis), Valentino sbotta con il cavallo bianco che appare alle sue spalle "oh, ma un po' di privacy no, eh?"

Beh, forse per la sensibilità di qualcuno non era il momento e il caso di trasmettere questo autoironico spot, però comunicativamente è un gioiellino...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Non ci si può vedere qualche riferimento al natale?

naima

Comunicazione Relazionale Polisemantica ha detto...

Ottima osservazione, Naima!

Non dimentichiamo infatti che la promozione di Fastweb termina a Natale, qundi in effetti vi è una velata allusione (fig. retorica) a quel periodo dell'anno.

Inoltre, nella stalla, luogo della Natività, troviamo alcuni simboli natalizi: le stelle, la mucca (in sostituzione del bue, la paglia, il cavallo (in sostituzione dell'asinello)e naturalmente il Bambinello, sostituito (figura retorica della sostituzione) dal biondo e boccoloso Valentino.

Non dimentichiamo che Gesù è l'archetipo junghiano del martire (vedi Art Semiology - l'immagine oltre l'arte) e che Valentino, in questo spot assume la medesima tipologica archetipica su di sè ("martirizzato" dal Fisco).

Complimenti per l'intuizione :-))

Bruno Belotti ha detto...

Fastweb, riguardo a originalità e ironia è sempre stata tra le mie preferite,
sin da una delle prime pubblicità (quella dello spermatozoo che fuggiva dal letto
per "fecondare" un'altra donna e la frase "Impara a scegliere" o qualcosa del genere).
Anche questa volta, seppur con toni meno originali, FastWeb colpisce nel segno.
L'analisi fatta mi ha mostrato un paio di aspetti che mi erano sfuggiti e di questo vi ringrazio.
A chi ritiene che non era il momento e il caso di trasmettere lo spot, rispondo che
personalmente ritengo molto intelligente sfruttare le vicende di Vale,
in questi giorni spesso ricordate nei telegiornali, perchè ogni servizio la mente
corre al suo viso triste che dice "Fastweb non ti abbandona mai".
Una specie di "ripetitore" gratuito.
Spesso capita di vedere imprenditori che senza un briciolo di rispetto si mettono
in scia (tanto per restare in campo motociclistico!) ad avvenimenti d'attualità per
succhiarne la linfa a più non posso : figurine con il Papa, libri su Pavarotti,
finte repliche del Codice da Vinci, CD di Gaber ecc... solo per citarne alcuni.
Insomma, sfruttare l'immagine o le vicende di qualcuno è un trucco usato
senza troppe inibizioni morali. Quelle sarebbero da condannare.
In questo caso invece è la vittima stessa ad autoironizzare (e sfido quanti
l'avrebbero fatto al posto di Rossi...), quindi a mio avviso decisamente più lecito.
Ah, tra l'altro dopo questa pubblicità è tornato a vincere...!!
Quindi viva Rossi e viva i pubblicitari di FastWeb! :-)