IL CIBO E LA PERCEZIONE DEL COLORE


I codici cromatici, relativi al significato del colore del cibo esprimono concetti legati a idee di freschezza, genuinità, sapidità, delicatezza o in senso negativo, a idee correlate a deperibilità, decadimento, marciume.

E' infatti risaputo che il colore predispone o meno al consumo di un alimento fornendo al consumatore informazioni sulla qualità e la freschezza del prodotto.

Il nostro cervello associa al colore dei cibi sensazioni positive o negative legate a situazioni già vissute, in una sorta di pregresso mentale. Il colore diventa un segno di allerta e ci fornisce indicazioni primarie sul cibo: se un frutto è verde è acerbo, se tende al marrone è marcio. Prima ancora di assaggiarlo il consumatore ha già, partendo dall'osservazione del colore, una chiara idea del gusto che avrà, aspro, dolce o acido, in quanto vista e gusto si associano a creare una sensazione unica.

Il colore diventa un segno di allerta e ci fornisce indicazioni primarie sul cibo
Un colore diverso da quello a cui è abituato ad associare un alimento produce nel consumatore una sensazione di diffidenza se non di disgusto. Un colore conosciuto lo invita invece all'assaggio, nel caso di binomio "colore giusto/sapore buono".

Storicamente gli alimenti si dividevano, secondo la saggezza popolare, in colori contrastanti: ad esempio il pane poteva essere bianco o nero: quello bianco era semanticamente legato a una idea di ricchezza, benessere economico, mangiarlo era indice di appartenere a una classe agiata; quello nero era collegato all'idea di povertà, anche se attualmente la crosta scura rimanda a una idea di genuinità e artigianalità, mentre quella bianca a un prodotto industriale quindi meno tipico e saporito.

Il colore rosso nella carne indica freschezza
La carne rossa era quella legata al potere, la forza, l’esuberanza, la mascolinità; quella bianca alla delicatezza, alla femminilità, talvolta era indice che chi la consumava era malato o convalescente.
Il colore è un elemento percettivo potentissimo.

Le differenti emozioni e sensazioni determinate dai rossi, rispetto ai blu o agli altri colori ci orientano ad una catalogazione in famiglie che fanno capo ai principali colori dello spettro cromatico: viola, blu, azzurro, verde, giallo, arancione e rosso.

Il viola è un colore transitorio, in quanto è quasi al limite dello spettro visibile e comunque oltre il blu parasimpatico, elemento del sistema RGB. Può determinare sensazioni di estrema eleganza come all'opposto di estrema penitenza, disagio o ammonimento.

La relativa famiglia che va dall’”indigo” al “plum” può essere utilizzata anche per concetti che vanno dalla stravaganza alla rispettabilità e alla cultura. Nel mondo alimentare il viola “evoca il più alto valore della soglia sensibile del gusto dolce" e quindi viene spesso riferito percettivamente ai dolciumi.

Il viola evoca l'idea dell'estrema dolcezza
Il blu, legato ai concetti di acqua e cielo, è colore che rasserena, stimolando la disattivazione dell’adrenalina. Colore di calma, tranquillità, sicurezza, affidabilità. Tale effetto viene utilizzato come stratagemma comunicativo per porre l’emittente in condizione di prestigio e autorevolezza rispetto al destinatario. Nella percezione dei prodotti alimentari è poco associato agli alimenti, e per lo più, in modo più “cognitivo” che "sensoriale", relazionato al “pesce”, La relativa famiglia che va dal “navy” all’”alice” viene impiegata, oltre che in ambiti tecnologici e di igiene, proprio per ribadire la serietà, la competenza e l’autorevolezza dell’emittente.

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L’azzurro è colore transitorio tra blu e green. Ha in sé un maggior dinamismo e determina un senso di attività.

Il verde è colore della salute, della natura, della vita. Genera sensazioni di relax, calma, sicurezza, vitalità, benessere psicofisico esprimendo, nel mondo alimentare, un chiaro collegamento tra “colore verde” e freschezza, vitalità, genuinità, salute.

Una fresca e verde insalata
Il giallo è un colore transitorio (insieme all'arancione) tra il verde e il rosso . E’ colore di cambiamento di allerta. Esprime vitalità estrema e pericolo. E’ legato all'immagine del sole che è giallo quando si trova in fase di transizione durante il giorno tra il blu della notte, il rosso dell’alba e tra il rosso del tramonto e il blu della notte seguente.

E’insieme al rosso il colore che più esprime il concetto di frutto maturo, dolce e succoso.

Accostato, insieme al verde, a determinati alimenti, quali la carne o il pesce, ribalta le sue connotazioni, assumendone di negative, legate ai concetti di putrefazione, marciume.

La famiglia dei gialli (dal “gold“ all’”ivory”) è in sostanza molto fluida e dinamica e viene impiegata per indicare concetti di cambiamento ed evoluzione.

L’arancione riflette la valenza transitoria tipica del giallo anche se la vicinanza al “rosso simpatico” si riflette in una maggiore emozionalità tipica di questo colore.
Genuinità, ottimismo, vitalità e lifestyle nell'arancione zucca
La relativa famiglia esprime concetti di ottimismo e se orientata maggiormente sui marroni, è impiegata per esprimere cultura e lifestyle.

Il rosso, legato ancestralmente ai concetti di sangue, fuoco, sole è colore che eccita, spaventa, adira, stimolando l’attivazione dell’adrenalina. Colore di passione, agitazione, instabilità, emotività, è particolarmente apprezzato negli alimenti in quanto rimanda a una idea di pienezza, maturità, forza, energia.

Forza, energia e pienezza nel rosso peperoncino

L’elemento cromatico resta un fattore fra i più importanti alla base delle scelte del consumatore essendo elemento di grande attrazione emozionale e simbolico.
IL CIBO E LA PERCEZIONE DEL COLORE IL CIBO E LA PERCEZIONE DEL COLORE Reviewed by Polisemantica on venerdì, aprile 05, 2019 Rating: 5

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