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SING, ANIMALI CANORI E MODELLI ARCHETIPICI


Come spesso accade, sono gli stratagemmi semionarrativi, elementi nascosti e profondi della comunicazione a far sì che i testi, le narrazioni, i romanzi e i film siano avvincenti e piacciano al pubblico.

Un caso a proposito è rappresentato dal film del 2016 SING, della Illumination Enterteinment, ambientato in una città di animali con caratteristiche umane (e quindi personificazioni, o prosopopee di persone).

L'elemento cruciale è l'uso dell'archetipo che è il più antico esemplare narrativo, dotato di particolari caratteristiche, da cui discende ciascuno dei personaggi di un testo. Gli archetipi sono quindi ruoli narrativi.

Ecco quindi quelli presenti in SING, per calamitare l'attenzione del pubblico, favorendone l'immedesimazione o altre dinamiche emotive come la disapprovazione, l'ammirazione, la solidarietà e così via.

Buster Moon è un koala maschio dal carattere ottimista proprietario di un teatro sull'orlo del fallimento. È lui a decidere di indire la gara di canto per risollevare le sorti della sua proprietà ed evitare così la rovina. È l'archetipo dell'Orfano, alla ricerca continua della sicurezza, del bene perduto e mai più ritrovato. È quindi naturalmente rivolto alla speranza e la sua maggiore paura è quella dell’abbandono.

Buster Moon è l'archetipo dell'Orfano
Rosita è una scrofa dal passato canoro. È sposata con Norman e hanno ben venticinque maialini. Lei è l'archetipo del Martire. È alla continua ricerca della bontà, di un mondo giusto, caritatevole. Per ottenerlo è disposto anche al sacrificio personale, ha notevole capacità di rinuncia. Teme solo l’egoismo, degli altri, ma anche il proprio, in qualche attimo di debolezza spirituale.

Rosita è l'archetipo del Martire
Mike è un topo bianco combattivo, arrogante e avido con i comportamenti di Frank Sinatra. Lui è il Guerriero. Deve combattere, questo è il suo compito, e per farlo deve sempre trovare la forza e utilizzarla. Ricerca quindi il coraggio e non può che temere la debolezza.

Mike è l'archetipo del Guerriero
Meena è un'elefantessa adolescente molto brava a cantare, però ha paura del palcoscenico. Parteciperà all'audizione per volere del nonno materno. Alla fine della vicenda lei è l'Innocente. È nel pieno della propria realizzazione, non ha quindi alcuna meta ulteriore da raggiungere. Potrebbe tendere solo alla caduta e teme quindi la perdita di tale stato di benessere, la perdita del Paradiso.

Meena è l'archetipo dell'Innocente
Ashley "Ash" è una femmina di istrice adolescente. Dopo essere stata tradita dal suo fidanzato, deciderà di scrivere una sua canzone. Johnny è un gorilla di montagna maschio adolescente, figlio di un capo di un trio di rapinatori . Entrambi impersonano l'archetipo del Viandante, che desidera per sé l’autonomia più di ogni altra cosa, la libertà è per lui l’aria che respira. Il compito che si pone nella vita è relativo alla formazione della sua identità e quindi all'affermazione delle sue idee. Teme la routine, l’obbedienza alle regole imposte da altri.

Ashley è l'archetipo del Viandante
Miss Nana Noodleman, infine, è una pecora nera ex-stella del teatro, protagonista dello spettacolo che ha fatto appassionare Buster a questo mondo. Ha un caratteraccio, tuttavia non nasconde la sua passione per il mondo del teatro. È la nonna materna di Eddie Noodleman. Lei è il Mago. Ricerca in sé e negli altri la completezza, l’accostamento degli opposti, la pienezza della conoscenza e della condivisione. Vuole ottenere per sé la gioia e per gli altri la fede. Teme e odia la superficialità.

Nana è l'archetipo del Mago
Una squadra vincente, dal punto di vista semiotico, ma anche del pubblico, poiché ricrea, come in un mosaico, l'archetipo assoluto, figura composita e narrativamente imbattibile, costruito come un poliedro emotivo-comunicativo, destinato a coinvolgere larghi strati di pubblico con caratteristiche differenti e composite.