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MAILAND DI NICOLA PEZZOLI: LA BATTAGLIA A COLPI DI NEOLOGISMI


Nicola Pezzoli continua a farci scoprire gli orrori della nostra società, nascosti da un apparente e sottile velo di normalità, con il suo nuovo romanzo "Mailand", pubblicato per la NEO Edizioni nel 2016.

Si tratta della prosecuzione delle vicende del suo alter-ego Corradino, che dopo l'infanzia e la prima gioventù di "Quattro soli e motore" e "Chiudi gli occhi e guarda" approda come giovane studente universitario di Scienze Politiche a Milano.

Come nei precedenti episodi notiamo immediatamente un forte legame tra le persone e i luoghi in cui le medesime maturano le proprie esperienze ed esprimono il loro modo di essere.

Il luogo diventa rappresentativo della condizione esistenziale dei suoi abitanti dalla Campagna di "Quattro soli a motore" alla Città di "Mailand", passando per il Mare di "Chiudi gli occhi e guarda".

Mentre in "Quattro soli a motore" l'autore riesce a fondere la complessa convivenza sociale delle varie microrealtà rurali nell'immaginifica ma proprio per questo ancor più veritiera Cuviago in "Mailand" non può fare altro che porre una barriera e ridefinire il nome di Milano in tedesco.

Questa connotazione "toponomastica" è ben differente da quelle folkloristiche che si ritrovano in tanti paesini del Nord Italia (per appartenenza politica?), o in quelli di confine (per appartenenza a una differente identità culturale?).

Qui siamo di fronte alla negazione di una Milano che a dispetto del suo apparente fulgore economico e sociale degli anni '80, risulta invece una città chiusa e totalitaria.

È interessante notare che proprio nel termine Mailand, coniato come titolo del romanzo, vi siano proprio i germi di questa esclusione: "mai" e "land", la terra della negazione assoluta.

Negazione di tutti i sentimenti e i valori che un giovane le offre, come su un altare sacrificale.

Corradino, per chi lo conosce dalle precedenti avventure, ha sempre parlato con il cuore.

I suoi sentimenti, accennati in "Quattro soli a motore" e scoperti in "Chiudi gli occhi e guarda" diventano consapevoli in "Mailand".

La "bisessualità" di Corradino diventa finalmente parola. Ma quale fatica pronunciarla e viverla. E non in un paesino, ma in una metropoli.

Così il ragazzo si ritrova più volte raggiunto da epiteti che vogliono non solo discriminare, ma estirpare la sua: “frocio”, “ricchione”, “culattone dimmerda” “ringraziarmo Dio per l’aids” non solo altro che alcuni dei termini con il quale viene bersagliato.

La bella copertina di Mailand firmata da Toni Alfano
Corradino risponde alla sua maniera, inventando i più disparati neologismi, non solo per autodifesa, ma per proclamare la vera mostruosità degli altri.

Vengono così introdotti alcuni termini, solo apparentemente irriverenti e volgari: da "ciulaciornie" a "macachi carcasorca", da "scopamoglie pocosessuali" a "ordinari ingroppavulve".

Ma la maggiore contrapposizione tra la sua esistenza e quella degli atri non può che avvenire con la creazione di un neologismo in opposizione al termine "bisessuale".

Nasce così "monosessuale", da intendersi come limitante, privato di una ricchezza sentimentale che viene rifiutata a priori.

Come ha ribadito l'autore in una recente intervista: "Corradino spara (le sue parole), ma perché gli altri non solo hanno già fatto fuoco, ma lo hanno già colpito. Più volte. Al cuore".

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