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LA CONNOTAZIONE ANTIEROICA IN CARAVAGGIO


La "Crocifissione di san Pietro" è un dipinto di Caravaggio realizzato tra il 1600 ed il 1601 e conservato nella Cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo a Roma.

La tela ha una connotazione volutamente antiaulica e antieroica.

Michelangelo Merisi da Caravaggio, Crocifissione di san Pietro, 1600-1601, Basilica di Santa Maria del Popolo, Roma
Questa connotazione nasce dall'osservazione dei gesti dei "serventi" intenti a crocifiggere san Pietro. 

Le loro pose, in cui traspare tutta la fatica che stanno compiendo, li accomuna al ruolo di "operai" indaffarati più che a quello di "carnefici", tanto da dare alla scena un senso di incolpevole evidenza, dove ognuno attende al suo compito.

La fatica di un altro "servente" nel tendere la fune per innalzare la croce.
Nel quadro la luce investe la croce e il santo, entrambi simbolo della fondazione e della costruzione della Chiesa, attraverso il martirio del suo fondatore. 

La luce investe anche i carnefici e aiuta, colpendo le masse delle loro schiene e dei loro glutei, a evidenziare il loro ruolo: non quello di aguzzini che agiscono in maniera gratuitamente brutale, ma come uomini semplici, costretti a un faticoso lavoro.

La luce sul "servente" atto reggere la croce con le spalle serve a evidenziare il suo sforzo.
Si può notare nell'opera la presenza di una doppia croce: oltre a quella di san Pietro ne emerge una "compositiva", formata dalle diagonali del corpo del santo e dei lavoranti.

Le diagonali della composizione formano una croce.
Questo schema compositivo non fa che ribadire il carattere antieroico dell'opera. La crocifissione non è solo quella di san Pietro, ma anche dell'umanità stessa, nel suo faticoso percorso esistenziale quotidiano.

E il tutto non si ferma alla composizione rappresentata. Anche l'inquadratura gioca infatti un ruolo molto importante.

I particolari "fuori campo" nella composizione caravaggesca.
I tagli compositivi, come il piede sinistro dell'uomo che sorregge con le sua spalle la croce, oppure la parte terminale della croce medesima, in corrispondenza dei piedi del santo, permettono di dilatare idealmente lo spazio della narrazione oltre i confini della tela.

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