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LA VELATA DI RAFFAELLO E L'IPERBOLE DEL RITRATTO DI UNA MANICA


L'arguta asserzione "ritratto d'una manica" è del noto critico d'arte Ettore Camesasca in "Tutta la pittura di Raffaello" edito da Rizzoli nel 1956 e vuole evidenziare la straordinaria cura e perizia riposta da Raffaello ne "La Velata" (1516 - Galleria Palatina, Firenze).

Il noto volto dalle linee purissime è incorniciato dalla massa scura dei capelli e dall'ombra del velo. Qui si riconoscono gli effetti di sfumato derivati dall'esempio di Leonardo.


Ma la cura estrema si evidenzia nella rappresentazione della camicia increspata sul petto che rifiuta qualsiasi approssimazione schematica.

La perizia si accentua nella manica rigonfia, dove la seta crea profonde pieghe e riflessi lucidi di straordinaria qualità, con preziose variazioni di bianco su bianco.


I tessuti di cui riusciamo a scorgere la trama e l'incresparsi, distendersi e sovrapporsi degli sbuffi sembrano quasi animarsi.

Ma la manica della camicia non emerge solo per la cura dei dettagli, ma anche perla sua inquadratura in primo piano che si sovrappone al piano ravvicinato della donna.

Il processo di accumulazione di dettagli e di sovrapposizione di inquadrature fa sì che la bellissima opera di Raffaello diventi una magnifica iperbole: i dettagli e le inquadrature della manica vengono innalzatati all'ennesima potenza per esaltare la bellezza dell'opera e la maestria dell'autore.

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