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1984, GEORGE ORWELL E LA NOSTRA SOCIETA'


Pare talvolta di essere immersi in una variabile spazio temporale del romanzo di George Orwell, 1984.

Da ogni parte, con i mezzi di comunicazione imperanti (a partire dal Web) si vuole convincere l'umanità, contro ogni verità evidente, che i principi su cui si basa la nostra società sono quelli della Pace, della Libertà e della Forza intrinseca nel nostro modello sociale.

Ciò di cui tutti invece si stanno ogni giorno sempre più accorgendo (beh, se non tutti, molti) grazie al potere de-suggestionante della crisi economica è che siamo immersi, in antitesi in un mondo in cui regnano l'ignoranza, la guerra e la schiavitù.

Il grande fratello ti guarda

A proposito dell'ignoranza, c'è purtroppo poco da commentare. E' sotto gli occhi di tutti la condizione in cui versa la nostra scuola pubblica (e anche quella privata) con giovani (fatte le debite eccezioni) sempre più ignoranti, impreparati, demotivati; come poi non parlare della classe dirigente che ha sempre visto, negli ultimi decenni, la cultura come un'entità sconosciuta e pericolosa o nei casi meno gravi, inutile e comunque non redditizia, perciò tranquillamente sacrificabile?

La guerra che la nostra società sta vivendo, mai dichiarata, mai riconosciuta, è la Prima Guerra Globale Economica, che viene chiamata eufemisticamente "crisi" e che sta uccidendo, distruggendo, annientando pacificamente, con un ossimoro, interi popoli, e non metaforicamente, ma davvero.

La guerra è pace, la contraddizione dell'antitesi

La schiavitù che ci viene presentata come libertà è il regime autoritario e antidemocratico imposto dalle banche europee, dalle lobbies, dai mercati che costringendoci (con un chiasmo)a vivere per lavorare e non più lavorare per vivere (quelli che hanno la fortuna di averlo il lavoro) ci rende  schiavi dei debiti, delle rate, delle tasse, dei tributi e quindi di fatto vincola la nostra libertà come individui e, nel caso del debito pubblico, come popoli.

George Orwell, autore di 1984


1984 era l'allegoria di un mondo futuro disumanizzato, schiavo e sottomesso ai voleri di entità astratte che si componevano visivamente nella prosopopea del Grande Fratello.

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Oggi pare la triste metafora del mondo che abitiamo.

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