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Cervelli in fuga, la triste parabola dell'Italia e la ripartenza dei rientrati.


Scopriamo su Repubblica.it che l'iniziativa intitolata a Rita Levi Montalcini per festeggiare i suoi cento anni, nel 2009 e intitolata "Rientro dei cervelli", quattro anni e 6 milioni di euro più tardi, ha al suo attivo appena 29 scienziati tornati in Italia.

Ci informa il quotidiano che i vincitori del bando del 2009 (scelti e nominati il 10 novembre 2010) stanno tranquillamente insegnando e facendo ricerca in varie università italiane con uno stipendio di 40mila euro lordi l'anno.

Sono filosofi, chimici, biologi, medici, giuristi, geologi, archeologi, linguisti, storici, fisici, antropologi, matematici.

Provengono da New York, Londra, Baltimora, Oxford, Berlino, Chicago, Zurigo, Cambridge, Montreal.

Il bando prevede che "il loro contratto abbia durata triennale e possa essere rinnovato per una durata
complessiva di sei anni".

Ma "possa" non vuol dire "debba".

I "cervelli" in fuga di cui si parla sono semioticamente una sineddoche, una parte per il tutto, indicando con una parte del loro organismo, tutte le persone intellettualmente avvantaggiate e culturalmente preparate che potrebbero essere una leva fantastica per rilanciare l'Italia e che dal loro, dal nostro Paese sono sempre stati trattati non come una risorsa ma come una spesa in più.

I cervelli rientrati si stanno nuovamente preparando le valigie. Questo è l'indice che l'Italia non se li può permettere, l'estero li attende a braccia aperte.

Ecco l'intervista per i 100 anni a Rita Levi Montalcini:

1 commenti:

Zio Scriba ha detto...

Ogni tanto m'incazzo col mio, di cervello, e gli dico: Sei ancora qui?
Lobotom-italY non ci merita!
E pensare che potrebbe essere un paese meraviglioso...