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VALERIO NEGRINI: I POOH E LA POESIA DELLE FIGURE RETORICHE


Valerio Negrini, fondatore del gruppo musicale dei Pooh, dopo aver ceduto la batteria a Stefano D'Orazio si dedicò solo alla stesura dei testi delle canzoni, ruolo che aveva curato già dalla pubblicazione del primo album.

Anche se dal 1975 in poi il ruolo di paroliere è stato condiviso con Stefano D’Orazio, la maggior parte dei brani che tutti conosciamo portano la sua firma.

Il successo delle canzoni dei Pooh si fonda in gran parte sulla ricchezza e varietà dei suoi testi, che vedono la presenza di molte figure retoriche, atte a renderli più accattivanti, profondi ed evocativi.

I Pooh in un foto d'epoca. Valerio Negrini è il secondo da sinistra.
Quasi sempre si tratta di composizioni ricche di simbologia, di allegorie, con grande ricchezza di metafore sull'esistenza umana e i sentimenti.
  • In parecchi casi si incontrano analogie come:
    "sui muri silenzioso il sole | giace"  (da Il tempo, una donna, la città)
  • oppure frequentemente prosopopee:
    "Taci e guarda mente mia | voglio amore e amore sia" (da Ninna nanna)
  • Non mancano similitudini:
    "Musica di rabbia | come lampi nella nebbia" (da Rock 'n' roll)
  • e antitesi:
    "tutto eri tu | niente sei più" (da Padre del fuoco, padre del tuono, padre del nulla).
Insomma non manca la poesia, come sempre accade nasce dalla commistione del genio creativo e della tecnica comunicativa, e Negrini era ricco di entrambe.



Un altro aspetto determinate che ritroviamo nelle composizioni è l'eterogeneità dei temi trattati: dai viaggi alla descrizione di popolazioni lontane, dai temi sociali all'amore.

Splendidi i racconti della ragazza costretta a lasciare la sua vita per andare in cerca di fortuna, in cui è evidente l'archetipo del viandante, o della prima trasvolata aerea e delle radio libere, in cui domina l'archetipo dell'eroe, oppure della solitudine degli uomini moderni, in cui fin dal titolo, Uomini soli, emerge l'archetipo dell'orfano.

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Indimenticabili anche quei testi, dalla forte componente diacronica, che sembrano essere scritti come sceneggiature cinematografiche, come in Ci Penserò Domani, un brano che, come hanno evidenziato in molti, sembra quasi un cortometraggio.

“Sono un inguaribile ottimista. Non avrò inventato la penicillina, ma sono orgoglioso se tu sconosciuto e sconosciuta in giro per il pianeta vi siete innamorati con la mia complicità, o se ho suggerito parole ai vostri pensieri. Vuol dire che nella vita ho scelto un bel mestiere“.

Grazie per le tue parole, Valerio.



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