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IL GIOCO DELLE PARTI DI SANTORO, BERLUSCONI E TRAVAGLIO A SERVIZIO PUBBLICO


L'ottimo articolo di Aldo Cazzullo su Corriere.it intitolato "Dal minuetto alle urla nella Fossa dei Leoni", fa una interessante analisi della puntata andata in onda ieri sera a Servizio Pubblico, in cui Travaglio, Santoro e Berlusconi sono stati i protagonisti.

Dal punto di vista semiotico e comunicativo, la prima impressione che si ha è che questa puntata, più di tante altre, sia stata costruita a tavolino come una pièce teatrale, un testo (semioticamente parlando) in cui gli attori, improvvisavano seguendo però un canovaccio, come nella migliore tradizione della Commedia dell'Arte.

Il Cavaliere impersonava l'archetipo del Guerriero, Santoro dell'Orfano, Travaglio del Mago.

In un incredibile gioco delle parti, ognuno di loro offriva la battuta all'altro, con perfetto tempismo, unendo l'ironia al commento, l'indignazione alla domanda, il finto sbalordimento alla risposta.

I convenevoli tra Berlusconi e Travaglio
Grande uso di metafore e similitudini da parte di tutti i partecipanti, (come quando per esempio Travaglio fa una comparazione che voleva essere ironica ma che rischia di diventare controproducente tra i guai giudiziari di vari esponenti Pdl e il giudizio subìto da Gramsci e da Giordano Bruno)

Ognuno seguiva il suo modello attanziale, il suo schema narrativo, in un gioco delle parti incessante.

Come argutamente afferma Cazzullo: "È stato un incrocio di personaggi e di mondi agli antipodi ma che si sostengono l'uno con l'altro." Facendo egli stesso una similitudine con tale situazione la poesia di Kavafis sui barbari, della cui fine i romani della decadenza si dolgono molto: «E ora, che sarà di noi senza barbari? Dopo tutto, quella gente era una soluzione».

In pratica, Servizio Pubblico, ha offerto ai telespettatori uno spettacolo, una narrazione connotata di politica, in cui le uniche vere funzioni erano quelle emotive, fatiche (rimanete in contatto, seguite le trasmissione), imperative (votatemi), senza tenere conto delle referenziali (diciamo come stanno in verità le cose).

Ecco il video dell'evento:


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