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Grillo e la strategia comunicativa: il ritorno in televisione


La novità di queste ultime ore è quella che già si avvertiva da tempo nell'etere mediatico. Finalmente Grillo ce la svela anche anche a noi. Il mondo 2.0 di Internet, con i suoi blog, Facebook e Youtube, è solo un antipasto, uno scopo che nasconde il reale sovrascopo mediatico: la televisione.

Nella fase ascendente aveva infatti bandito dal Movimento i comprimari che andavano in tv, come suggerisce Merlo su Repubblica, "ingenuamente, senza l'astuzia dell'esserci e del non esserci che è
la vera scienza televisiva, quella dei Celentano, dei Benigni e del magico Renzo Arbore".

Quindi l'abilità di prolungare e amplificare il suo grande digiuno mass-mediatico per comparire nella fase topica della campagna elettorale.

In questi giorni si celebra la memoria di Machiavelli con il suo celeberrimo:"il fine giustifica i mezzi". Per Grillo anche quelli televisivi.

Ecco la dichiarazione davanti alle telecamere de Il Fatto Quotidiano:

1 commenti:

vajmax ha detto...

Il fine giustifica i mezzi quando fine e mezzi sono di ordine quantitativo, ma se entrambi fossero qualitativi allora il fine dovrà comprendere i mezzi e sarà a questi ultimi superiore. Dal punto di vista della quantità matematica al 20 ci si può arrivare anche con numeri non compresi dal 20, tipo 250 - 30, ma qualitativamente i mezzi devono sempre essere una parte del fine che ai mezzi è superiore. Se così non fosse il fine sarebbe perso di vista. Grillo, andando in televisione, contraddice se stesso arrogandosi diritti che non concede ad altri, proprio come fa berlusconi.