NEWS
Loading...

BENIGNI E LA CONNOTAZIONE: LA MAMMA COSTITUZIONE


Cosa c'è di più denotativo di una Carta Costituzionale? Cosa di più referenziale e asciutto dei codici e comma di una Costituzione?

Eppure Roberto Benigni, nel corso della trasmissione "La più bella del mondo", ha compiuto la magia trasformandola in connotativa.

La Carta, "madre" degli italiani e dell'Italia, è divenuta "mamma" (sue parole), in una metafora dolce e poetica che in un crescendo durato due ore ha incantato il pubblico.

L'intera trasmissione è costruita sul climax, sin dalle prime battute, quando a partire dai funzionari Rai sino ad arrivare al Papa e a Gesù Cristo tutti invitavano Benigni, nel suo racconto della genesi della trasmissione, a ringraziare qualcuno più in alto e il mattatore, giunto a Nostro Signore che ripeteva l'invito, con una battuta micidiale (anche se un po' scontata) si chiedeva se doveva infine dire grazie a Silvio (antonomasia ormai consolidata per l'ex premier Berlusconi).
ADV



Si è passati poi a una metafora ambientata nel medioevo e nelle vicende di corruzioni, prepotenze e festini che deturpavano il governo di mille e più anni fa per poi passare di similitudine in similitudine e di antitesi in antitesi, su come si stava allora e di come è la politica oggi.

Grande uso di iperboli per raccontare scherzosamente i "terribili" avvenimenti del dicembre 2012, dalla profezia Maya alla ridiscesa in campo di Berlusconi (onnipresente nell'immaginario del comico toscano).

Altra metafora degna di nota è stata quella di riferirsi alla Carta come alla "legge del desiderio", in cui tutti i verbi presenti nei dodici principi fondamentali sono di proposizione, invito, asserzione, tranne quello riferito al "ripudiare" la guerra da parte dell'Italia, unico verbo che esprime divieto.

Il programma è stato un inno alla speranza e all'orgoglio di essere italiani, in contrapposizione ai sentimenti provati da milioni di connazionali in questo difficile periodo della nostra Storia comune, in cui le funzioni poetica, conativa ed emotiva la facevano da padrone, facendo dimenticare, almeno per quelle due ore, quella referenziale, che si limita a descrivere la realtà.