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VENI, VIDE...EO, VICI: IL RUOLO DEL VIDEO NELLA COMUNICAZIONE


Per comunicare occorre istituire una relazione con il nostro interlocutore. Il principio della relazione è ancora più vero e importante quando dobbiamo utilizzare il video, con tutte le sue caratteristiche.

Quando si comunica non ci si limita a inviare informazioni su dati al nostro interlocutore, ma si mettono in moto numerose altre dinamiche, istituendo con lui, prima di ogni altra cosa, un rapporto, una relazione.

Ci proponiamo a lui sotto un certo aspetto, quello che riteniamo più consono alla buona riuscita della nostra comunicazione, e ci aspettiamo da lui una reazione, un comportamento coerente con quello che abbiamo tenuto noi.

Se, per la buona riuscita della comunicazione, riteniamo ad esempio di dover essere formali, autorevoli, affidabili e rigorosi, utilizzeremo tutti quegli stratagemmi che rendano questo atteggiamento (l'uso del 'lei', nella conversazione, abbigliamento sobrio, magari tailleur grigio o blu o giacca e cravatta, lessico preciso senza uso di gergalismi, tono della voce serio, compostezza nella esposizione).

Se invece decideremo che per il nostro target è preferibile un diverso approccio, per raggiungere lo scopo della nostra comunicazione, ecco l'uso del 'tu', di un lessico ricco di slang, l'abbigliamento colorato e casual, grande uso di espressioni facciali e di toni di voce allegra per istituire una relazione amichevole e paritetica.

Questo basilare principio, all'origine di ogni processo comunicativo, sia nella comunicazione interpersonale che con quella attraverso i mass media, TV, stampa, cinema, radio o Internet, non sempre viene curato con la necessaria attenzione dai progettisti web.

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Ora poi, che tali progettisti devono cimentarsi anche con il nuovo genere internet, la web TV, ricchissima di video, i problemi si complicano ulteriormente.

Il video è un elemento ipermediale. Ciò significa che per sua natura è ricchissimo di informazioni, di codici, di segni, risultando, tra i vari registri comunicativi, quello con una 'marcia in più'. Inserirlo in un sito come un qualsiasi altro elemento della schermata è un errore, perchè le sue caratteristiche ne impongono un uso particolare. Fra le sue peculiarità, non ultima è la relazione che un video è in grado di istituire, autonomamente, con un destinatario.

Siccome una delle caratteristiche vincenti di una emittente (televisiva o intervisiva) è istituire una relazione con i suoi spettatori (può essere una relazione amichevole, oppure educativa, o informativa, o controcorrente e trasgressiva ad esempio), appare evidente che occorre trovare un equilibrio, una coerenza tra l'identità che vuole avere una emittente TV (o web TV, o i-TV) che di solito viene svelata dall'interfaccia usata e dai vari codici paratestuali (i colori usati, il linguaggio utilizzato, la compostezza o meno di presentatori, voci, il tipo di logo, e numerosi altri elementi) e il contenuto dei suoi video.

Non è comunicativamente efficace in una emittente video che vuole avere una relazione di fiducia, autorevolezza, compostezza e rigore filologico (e che quindi adotterà una interfaccia utilizzando segni e codici consoni ad ottenere questa percezione dal pubblico) mandare in onda (o online) video che non abbiano, già autonomamente le medesime caratteristiche, capaci di essere percepiti con le stesse modalità dal pubblico.

È evidente anche il contrario. Non basterà ad una emittente trasmettere video allegri e scanzonati per istituire una relazione amichevole con il suo pubblico se non saranno consoni i codici utilizzati nella interfaccia, che magari, apparirà sciatta, triste e dilettantesca.

Comunicare è un'arte difficile. Per "vincere" con il nostro destinatario, occorrono competenze e uso di strategia, quasi come per preparare un piano di battaglia.

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