DA #GIALLOVERDE A #GIALLOBLU. I COLORI DELLA LEGA



Abbiamo già analizzato i colori dell'Italia dal punto di vista politico.

Ci interessa adesso analizzare in maniera un po' più dettagliata la politica comunicativa della Lega dal punto di vista cromatico.

Da sempre il partito di Matteo Salvini si è reso riconoscibile per il colore verde (oltre che per altri simboli nordici, come il Carroccio e l'icona di Alberto da Giussano).

Servirà dare una breve indicazione su questo ultimi due simboli.

Il Carroccio era, all'epoca dei Comuni, un carro a quattro ruote, del quale si faceva uso quando si usciva a guerreggiare contro i nemici e che durante il combattimento serviva da punto di riferimento e di raccolta. Con la campana attaccata all'antenna si dava il segnale della battaglia e si richiamavano i più lontani e dispersi. Il Carroccio serviva anche per le funzioni religiose e per ricoverare i feriti.



Fu adoperato anche durante la guerra contro i Comuni della Lega lombarda, in cui Federico I Barbarossa si congiunse a Pavia con le milizie del marchese di Monferrato e quelle recategli di rinforzo, dalla Germania, dall’arcivescovo di Magonza.

I Milanesi gli sbarrarono la strada con 12.000 uomini. I due eserciti si scontrarono presso Legnano il 29 maggio 1176 e la battaglia si concluse con una strage degli imperiali.

Alberto da Giussano era, secondo la tradizione, il comandante di una cosiddetta "Compagnia della morte", composta dai più coraggiosi giovani lombardi, che a Legnano, il 29 maggio 1176, con il suo valore, avrebbe deciso in favore della Lega Lombarda.

Il colore verde, invece, deriva da uno dei primi simboli adottati dalla Lega, ovvero il sole delle alpi o fiore della vita, in campo verde: si sa che il verde è colore legato ai concetti di natura, di vita genuina, vera, reale. Rimanda anche all'idea della verde Pianura Padana.



Ora, come vediamo, tutti questi simboli evocano una sorta di mitologia del Nord, con esclusione delle altre parti d'Italia.

Ultimamente vi è stata perà una forte sterzata comunicativa in direzione nazionale, da parte della Lega.

Intanto ha cambiato il suo nome: non più Lega Nord, ma Lega, semplicemente.

Poi il riposizionamento cromatico. Non più verde, ma blu.



Il blu, come risaputo, è percepito come il colore della calma, della rispettabilità, dell'affidabilità, della serietà. Tale effetto percettivo inconscio viene talvolta utilizzato come stratagemma comunicativo per porre l’emittente in condizione di autorevolezza rispetto al destinatario. (Gli uomini di affari o gli alti funzionari vestono "quasi" sempre di blu scuro)

Il cambiamento cromatico in atto vuole quindi inviare un messaggio chiaro agli elettori o potenzialmente tali: la Lega è un partito nazionale, non regionale. E' la Lega degli Italiani tutti contro lo strapotere straniero, è il punto di riferimento nazionale per trovare soccorso, conforto e rinnovare il vigore per combattere per gli interessi nazionali, innanzitutto, dopo anni di umiliazioni.

Non dimentichiamo che il colore blu/azzurro che rimanda ai Savoia, primi regnanti dell'Italia unita, e della nostra squadra di calcio nazionale, è il colore (insieme alla bandiera rosso/bianca/verde) del nostro Paese.



Quindi, un passaggio da un partito esclusivo a uno inclusivo, in perfetta antitesi, da uno regionale, a uno nazionale.

Non per niente, gli hashtag per denominare il nuovo governo, che provengono dall'ufficio comunicazione della Lega, diretto egregiamente da Luca Morisi, teorico anche della variazione cromatica, non è governo giallo/verde, quanto piuttosto #governogialloblu
DA #GIALLOVERDE A #GIALLOBLU. I COLORI DELLA LEGA DA #GIALLOVERDE A #GIALLOBLU. I COLORI DELLA LEGA Reviewed by Polisemantica on venerdì, giugno 29, 2018 Rating: 5

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