C'ERA UNA VOLTA UN PICCOLO NAVIGLIO



Ogni flotta è composta da un certo numero di navi.

Ora su una di queste navi, il Naviglio Azzurro, da pochi mesi l'armatore, dopo aver consultato i passeggeri, chiedendo loro se fossero o no contenti della navigazione, del comandante e dell'equipaggio, si era visto costretto (forse anche malvolentieri) a cambiare sia la ciurma che gli ufficiali al comando.

Quando il nuovo comandante salì a bordo, insieme ai suoi due luogotenenti e al nuovo equipaggio, viste le condizioni in cui versava la nave e lo stato dei passeggeri,  decise di invertire diametralmente la rotta che, secondo il giudizio suo e dei suoi ufficiali si stava trasformando in rotta di collisione per la nave, con estremo pericolo di tutti.

I problemi nascevano, a suo giudizio, dalla mancanza di scorte dovuta all'eccessivo carico di passeggeri (molti dei quali non paganti e non identificati) e dal fatto che sulla nave una parte di questi nuovi ospiti invece di collaborare per il benessere comune spargeva disordine a bordo o veniva asservita da alcuni membri dell'equipaggio precedente o da qualche facoltoso passeggero.

Un altro problema del Naviglio Azzurro, secondo il giudizio di comandante e ufficiali, era che la maggior parte dei passeggeri "ordinari" aveva appena il denaro per pagare il biglietto e stare a bordo.

Nel frattempo una parte minima dei passeggeri paganti occupava posti migliori della nave consumando tutte le provviste e lasciando agli altri passeggeri solo gli scarti, anzi, preferendo dare i propri avanzi ai passeggeri non paganti appena arrivati piuttosto che dividerli con gli altri che il biglietto lo avevano.



Molti dei passeggeri del Naviglio Azzurro, negli anni precedenti, avevano preferito, con scialuppe, con zattere o magari addirittura a nuoto, lasciare la propria cabina e prendere il mare per raggiungere una delle vicine navi della Flotta Blu , disposti anche a fare il mozzo in un'altra nave, pur di assicurarsi il sostentamento.

Ora, una certa parte delle navi della Flotta Blu , mantenendo la sua precedente rotta e seguendo le indicazioni del faro posto a capo Nord, eseguiva gli ordini inviati attraverso i messaggi luminosi, ordini che fra gli altri comprendevano la piena disponibilità da parte della Flotta Blu  di accettare sempre e comunque ospiti a bordo, paganti o meno, anche nel caso in cui a bordo le cabine e i posti letto fossero finiti e le scorte di viveri scarse.

I princìpi erano importanti e l'accoglienza veniva prima di ogni altra considerazione.



Le navi della Flotta Blu  però, ben sapendo che i gommoni potevano raggiungere solo l'imbarcazione più lenta, affrettavano la corsa e lasciavano che tutti coloro che in mare aspiravano a salire a bordo della Flotta Blu  avessero come unica possibilità quella di raggiungere il Naviglio Azzurro in coda.

Il Naviglio Azzurro sarebbe potuto essere una delle imbarcazioni più veloci, potenzialmente, ma purtroppo, le passate gestioni di armatori e di equipaggi, l'avevano reso pesante, con i motori impastoiati, con poco carburante e le eliche bloccate dalle alghe.



Per il nuovo comandante della nave non era più tecnicamente possibile accogliere ulteriori passeggeri.

Pregava quindi le altre navi della Flotta Blu  di rallentare e permettere l'accesso a bordo delle loro navi, essendo la sua troppo carica e troppo lenta.

Gli altri comandanti della flotta, accusavano il comandante, l'equipaggio e i passeggeri paganti del Naviglio Azzurro di essere poco ospitali, egoisti e indegni di far parte della Flotta Blu  e volevano anzi inviare i passeggeri non paganti che avevano a bordo, proprio sul Naviglio Azzurro, invitandolo perentoriamente ad accoglierne altri, che dal mare chiedevano di salire.

Negli anni trascorsi il piccolo naviglio ne aveva già accolti 650 mila, diceva il comandante dell'imbarcazione. Pareva però agli altri comandanti della Flotta Blu  che questo non fosse sufficiente.

Ma da dove provenivano tutti questi ospiti che tanto ambivano di salire sulle navi della Flotta Blu ?

Provenivano da altre navi, purtroppo mal ridotte, alcune alla deriva, senza carburante, altre con incendi a bordo.


Il comandante del Naviglio Azzurro decise di far salire a bordo solo coloro che provenivano dalle navi in fiamme e impedire l'accesso a coloro che provenivano dalle navi senza carburante. Sicuramente sarebbero stati accolti dagli altri natanti che formavano la Flotta Blu , pensava.

Però aveva anche in progetto di inviare scorte di carburante ai natanti estranei alla sua flotta che ne erano privi, per aiutarli, al fine di dissuadere i loro passeggeri dall'abbandonare la propria nave per cercare di raggiungere la Flotta Blu con imbarcazioni di salvataggio, gommoni o barchette pericolose e poter continuare il proprio viaggio in mare al sicuro e sulla nave di appartenenza.

Sul Naviglio Azzurro non c'era più posto, affermava il comandante; i nuovi ospiti, che al momento erano in mare, potevano essere accettati nelle altre navi, più veloci e potenti.

Questo mentre dalla flotta, in disaccordo e in confusione, continuavano a giungere insulti al Naviglio Azzurro e accuse di egoismo.

Intanto il piccolo naviglio continuava, invertita la rotta, il suo allegorico viaggio.
C'ERA UNA VOLTA UN PICCOLO NAVIGLIO C'ERA UNA VOLTA UN PICCOLO NAVIGLIO Reviewed by Polisemantica on domenica, giugno 24, 2018 Rating: 5

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