LE ANTITESI NELLA CROCIFISSIONE DI CIMABUE


Nella Crocifissione del transetto sinistro, il celebre affresco di Cimabue e aiuti, databile attorno al 1277-1283 circa e conservato nella basilica superiore di San Francesco di Assisi, la scena è accoppiata simmetricamente alla Crocifissione del transetto destro, dall'altro lato, non solo per le sua disposizione, ma per una profonda analogia nello sviluppo della rappresentazione e del relativo utilizzo delle categorie eidetiche.

Il Cristo sulla Croce si erge al centro del dipinto, vistosamente inarcato verso sinistra, come nelle note croci lignee sagomate di Cimabue. La tipologia è quella del Christus patiens, cioè di Cristo morente sulla croce. Questa iconografia, introdotta dagli artisti bizantini almeno dal XII secolo, fu portata in Italia agli inizi del secolo successivo.

Il contrasto tra la linea retta verticale determinata dalla croce e la linea arcuata, quasi innaturale del corpo determina un'antitesi formale, dove il contrasto acuisce e facilita l'immedesimazione dei fedeli nei dolori "umani" di Cristo.

L'antitesi tra la linea curva del Christus patiens e la semiretta del braccio longitudinale della croce.
La rappresentazione risulta poi suddivisa in due registri, anch'essi tra loro antitetici, quello superiore e quello inferiore.

L'antitesi tra il registro superiore-celeste, e quello inferiore-terrestre.
La metà superiore, quella celeste, è infatti affollata d'angeli che manifestano tutto il loro dolore, volando in cerchio attorno al braccio breve della croce, coprendosi il viso piangente, alzando le mani al cielo, e raccogliendo pietosamente il sangue di Gesù con delle ciotole.

Una serie di movimenti convulsi e di linee spezzate, rappresentate dalle diagonali dei singoli angeli, aumentano la sensazione di disagio e smarrimento. A risolvere questa sensazione contribuiscono le due linee a semicerchio rappresentate dalle braccia di Cristo e dalla disposizione corale degli angeli. Tali linee prefigurano infatti l'abbraccio divino.

Le categorie eidetiche nel registro superiore.
Nella metà inferiore, quello terrestre, il ritmo è reso altamente tragico dalle due linee di forza, costituite dalle pose drammatiche delle due figure ai lati della croce, la Maddalena a destra che distende le braccia e un ebreo che allunga il braccio quasi a toccare il perizoma prolungato di Cristo, che simboleggia il riconoscimento della figura divina di Cristo da parte di alcuni astanti.

Addirittura la Maddalena solleva anche un ginocchio, come se volesse lanciarsi sulla croce accanto a Gesù.

Adolfo Venturi commenta così la rappresentazione terrena: «...non è più il crocifisso con ai lati le figure simmetriche del portaspugna e del portalancia, né quello con le istorie del suo martirio su un cartellone! Nuova è la scena in cui il dolore e l'odio irrompono da anime forti, le grida contrastano roboanti, i sentimenti si urtano nella tempesta del cielo e della terra».



Ai lati si distendono due gruppi di figure. Quello di sinistra mostra Maria con la mano al petto, nel gesto tipico del dolente, mentre Giovanni le prende la mano per prendersene cura da allora in poi, secondo un episodio narrato solo nel Vangelo di Giovanni. Seguono le tre Marie e una folla di personaggi in secondo piano, tra cui si riconoscono numerosi uomini col capo coperto, gli Ebrei.

Le linee di forza tendono a ricongiungersi nel vertice rappresentato, ovviamente dal Cristo.

Si forma così un triangolo, che definisce un concetto di stabilità, espresso benissimo dal messaggio del sacrificio estremo per la salvezza dell'umanità.

Le categorie eidetiche del registro inferiore
Alla base di questo triangolo troviamo la figura di san Francesco, che è riconoscibile dalle stimmate e che si bagna col sangue di Cristo che scorre sulla montagnola del Golgota fino al teschio nascosto di Adamo.

Francesco diventa quindi il vero intermediario tra l'evento sacro e il fedele, vero e proprio messaggero del significato del grande capolavoro di Cimabue.
LE ANTITESI NELLA CROCIFISSIONE DI CIMABUE LE ANTITESI NELLA CROCIFISSIONE DI CIMABUE Reviewed by Polisemantica on sabato, febbraio 17, 2018 Rating: 5

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