LA SCUOLA DI ATENE E LA CELEBRE ANTITESI DI RAFFAELLO


Cinquantotto personaggi, la maggior parte filosofi, sullo sfondo di un'architettura tardo-antica, discutono a gruppi su vari argomenti.

Il celebre affresco di Raffaello, collocato nelle Stanze Vaticane, si basa su un'antitesi tra il pensiero aristotelico e quello platonico che trova il suo equilibrio, concetto evidenziato dai codici prossemici.

Infatti i due filosofi si trovano al centro della composizione, a volere indicare che la verità abbia caratteristiche sintetiche, di conciliazione tra quelle intuite dall'uno e dall'altro.

Le figure antitetiche di Platone e Aristotele nel capolavoro di Raffaello
Platone, raffigurato con il volto di Leonardo da Vinci, regge il Timeo e solleva il dito verso l'alto alludendo che, l'oggetto della ricerca filosofica è l'idea di bene, secondo un processo che va dalla percezione delle cose sensibili a un pensiero intorno "ciò le cose sono in verità", oltre le apparenze.

Il suo processo cognitivo è ascensionale, mistico e va dalle forme al contenuto.

Aristotele, invece, con il volto di Bastiano da Sangallo regge l'Etica Nicomachea e stende il braccio destro tenendolo sospeso a mezz'aria, per indicare il processo opposto e complementare a quello indicato da Platone, ovvero il ritorno dal mondo del pensiero al mondo sensibile, in modo da trasformare la realtà e farla divenire il più possibile vicina all'idea di bene.



Il suo processo di pensiero è quindi quello discendente, politico, che va dal contenuto alle forme, per trasformarle.

Pitagora è seduto più avanti, in primo piano, mentre legge un grosso libro e Telauge gli regge una tavoletta in cui si leggono segni simbolici delle concordanze musicali, ovvero la suddivisione pitagorica dell'ottava musicale e la forma simbolica della tetraktýs, cioè la successione aritmetica dei primi quattro numeri positivi che geometricamente si poteva disporre nella forma di un triangolo equilatero, in modo da formare una piramide, che simboleggia l'unità, l'armonia e quindi la perfezione.

Pitagora in primo piano nella complessa rappresentazione
Il personaggio sulla sinistra, di fianco a Parmenide, dai tratti efebici, vestito di bianco e con lo sguardo rivolto verso lo spettatore è icona dell'efebo greco e simbolo della bellezza/bontà, della Kalokagathia.

Al centro sta sdraiato sui gradini Diogene, riconoscibile dai codici gestuali, mimetici e dell'abbigliamento, ovvero l'abito lacero, l'atteggiamento di ostentato disprezzo del decoro e la ciotola.

Diogene, riconoscibile dai codici gestuali, mimetici e dell'abbigliamento
La presenza di Raffaello tra i filosofi è simbolo del godimento supremo del bene e del vero mediante il bello e l'implicazione che l'arte è alta filosofia, come esplicazione delle armonie numeriche del bello visibile.

Armonie che costituiscono in ultima analisi la struttura dell'essere.

Le raffigurazioni di Michelangelo, nell'interpretazione di Eraclito, Leonardo da Vinci come Platone e Bramante come Euclide, alludono all'elevazione del "mestiere" degli artisti tra le Arti Liberali, secondo lo spirito pienamente rinascimentale.

L'opera è allegoria del quadro completo della storia del pensiero antico, dalle sue origini, incorniciata dalle prosopopee in primo piano: a sinistra la Grammatica, l'Aritmetica e la Musica; a destra Geometria e Astronomia e in cima alla scalinata Retorica e Dialettica.

L'analisi completa dell'opera nel video su Ars Europa Channel.

LA SCUOLA DI ATENE E LA CELEBRE ANTITESI DI RAFFAELLO LA SCUOLA DI ATENE E LA CELEBRE ANTITESI DI RAFFAELLO Reviewed by Polisemantica on lunedì, febbraio 05, 2018 Rating: 5

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