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MISHA GORDIN E L'ALLEGORIA DELL'ACCUMULAZIONE


Misha Gordin è un artista che usa la fotografia in modo magistrale per esprimere emozioni e visioni filosofiche.

Le sue opere si basano sull'accumulazione di icone umane che dall'accostamento sistematico assumono connotazioni sinistre e si trasformano in simboli di alienazione e disumanizzazione.

Le "folle" di Gordin quindi, per accumulazione compongono allegorie di spaesamento e metafore di entità sociali postumane, in cui l'individualità e la creatività personale è annichilita dalla standardizzazione.

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In altri casi queste sconvolgenti accumulazioni rappresentano le innumerevoli tragedie umane, tipiche dei nostri tempi. dalla schiavitù all'esodo di intere popolazioni.


Il pensiero unico imperante tiranneggia e umilia la soggettività creando entità senza volto e senza anima. Ecco la metafora di Gordin.

Una metafora che sfocia nell'ossimoro dell'individuo multiplo o della monade frammentata.

L'ossimoro (dal greco ὀξύμωρον, composto da ὀξύς «acuto» e μωρός «ottuso»), pronunciabile tanto ossimòro quanto ossìmoro (alla greca), è una figura retorica che consiste nell'accostamento di due termini di senso contrario o comunque in forte antitesi tra loro che creano un concetto nuovo.

Con una tecnica di accumulazione analogica: l'artista non usa l'impersonale copia e incolla di Photoshop, ma ritaglia le singole figure dai negativi delle foto, per poi sovrapporle ad altri negativi, in un processo che rivela già l'essenza dell'opera.

Il tutto per esprimere una disarmonia e un'angoscia esistenziale profonda in un mondo che rischia di perdere la propria anima in quanto l'essere umano ha rinunciato alla propria libertà e al proprio spirito creativo .

Ecco la retrospettiva dell'autore in questo video.



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