LA MIA VITA DA ZUCCHINA, IL QUADRATO SEMIOTICO DELL'ABBANDONO


Anche un film di animazione per essere efficace deve usare buone strutture. Questo è il caso de
"La mia vita da Zucchina".

"Ma vie de Courgette" è un film del 2016 diretto da Claude Barras ed è realizzato in animazione a passo uno. Racconta le avventure e disavventure di Icare, soprannominato Zucchina, bambino di 9 anni che, dopo la scomparsa della madre, viene mandato a vivere in una casa-famiglia.

Abbiamo il quadrato semiotico che ci mostra le dinamiche del gruppo di personaggi.

Il quadrato semiotico mette in relazione coppie di concetti presenti nel testo visivo, opposti e complementari e serve a dare al testo maggior dinamismo, facendolo percepire come più accattivante dallo spettatore.

La zia cattiva, "non ritrovata" nel quadrato semiotico
  • Abbandonati- La madre alcolizzata di Courgette, i genitori "perduti"
  • Ritrovati- i bambini della casa famiglia
  • Non Abbandonati- Il poliziotto buono, da quando incontra Courgette e gli vuol bene al punto da adottare lui e Camille
  • Non ritrovati - La zia cattiva, che vorrebbe Camille con sè solo per ricevere sovvenzioni dallo Stato
Il poliziotto buono è "aiutante" nel modello attanziale
Il modello attanziale, che ci racconta lo scopo della vicenda e i suoi attanti è:
  1. Soggetto - Courgette e Camille
  2. Oggetto - vivere serenamente l'infanzia
  3. Opponente - l'indifferenza o l'abbandono dei genitori biologici
  4. Aiutante - l'amore che trovano nella casa famiglia e quello del poliziotto buono
  5. Destinante - le ferite a loro volte ricevute dai genitori snaturati dalla vita e dalla società disattenta
  6. Destinatario - i bambini abbandonati e poi ritrovati
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Le funzioni comunicative usate sono:
  • la referenziale (raccontare la vita dei bambini piegati dalla vita)
  • l'emotiva (fare commuovere il pubblico per la loro sorte sfortunata)
  • l'estetica (raccontare questi drammi in modo poetico, attraverso l'animazione)
Il film usa la funzione estetica per raccontare con grazia e poesia un dramma angoscioso
Un film toccante e poetico, ben costruito anche dal punto di vista comunicativo.
LA MIA VITA DA ZUCCHINA, IL QUADRATO SEMIOTICO DELL'ABBANDONO LA MIA VITA DA ZUCCHINA, IL QUADRATO SEMIOTICO DELL'ABBANDONO Reviewed by Polisemantica on giovedì, maggio 18, 2017 Rating: 5

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